Cambio di stagione e dolori articolari

dolori articolari e cambi di stagione

È vero che durante i cambi di stagione i dolori articolari sono più presenti del solito, o sono soltanto leggende e voci di corridoio?

Nonostante non sia mai stato confermato dalla comunità scientifica, secondo molti studi esiste un legame diretto tra i cambiamenti climatici e i dolori articolari di cui soffrono molte persone.

Nelle giornate fredde e piovose molte persone lamentano di sentire le proprie articolazioni più rigide e doloranti, ma perché?

Dolori e cambi di stagione

L’acutizzarsi dei dolori in concomitanza con le variazioni climatiche colpiscono principalmente le zone del corpo più deboli, come la schiena o il tratto cervicale, le ginocchia, ma anche vecchi interventi chirurgici, ernie e cicatrici.

Secondo lo studio effettuato dal professore Robert Jamison della Harvard Medical School, esiste un legame diretto tra i cambiamenti climatici e i dolori articolari di cui soffrono diverse persone, basato su motivazioni biologiche. Infatti, quando la pressione barometrica cala e arriva il mal di tempo, questo calo influisce sulla pressione sanguigna che eserciterebbe una forza inusuale sulle articolazioni, ed è proprio per questo motivo che pioggia, umidità, e sbalzi di temperatura e pressione determinano un fastidioso aumento dei sintomi.

Si è notato che l’effetto sarebbe più forte nei punti già colpiti da qualche trauma o patologia, mentre tra i tessuti ‘sani’ permane un buon equilibrio tra i liquidi intra e extra cellulari, e questo evita la comparsa di dolore in persone che non presentano traumi o complicazioni articolari.

In ambito ortopedico sono numerose le patologie che risentono notevolmente di questi cambiamenti climatici, ad esempio:

  • Fibromialgia: si presenta con un dolore muscolare e nelle strutture connettivali fibrose (legamenti e tendini). Il dolore muscolo-scheletrico peggiora sensibilmente con il freddo e il clima umido, mentre il caldo e i periodi di vacanza apportano un miglioramento.
  • Artrite reumatoide: con questo termine si indica un’infiammazione delle articolazioni che provoca dolori, gonfiori, rigidità degli arti e difficoltà di movimento. E’ progressiva, quindi tende a diventare cronica e colpisce le articolazioni mobili del corpo. Studi recenti hanno evidenziato l’esistenza di una correlazione tra variazioni climatiche improvvise e peggioramento dei sintomi dell’artrite reumatoide, ma i colpevoli non sono tanto il freddo e l’umidità, quanto gli sbalzi di pressione atmosferica. Pertanto, vanno evitati i passaggi repentini da un clima secco ad uno umido, l’esposizione diretta al sole e ad altre fonti di calore, che potrebbero aggravare l’infiammazione delle articolazioni e facilitare la comparsa di reazioni cutanee causate dai farmaci (Scopri di più sull’artrite).
  • Osteoartrite: è la forma più comune di artrite, caratterizzata dalla degenerazione della cartilagine articolare. Anche in questo caso sbalzi di pressione sono da evitare in quanto peggiorano la sensazione di dolore associato.
  • Lombalgia: comunemente chiamato mal di schiena. Secondo molti pazienti i cambiamenti delle condizioni atmosferiche sarebbero tra i fattori che scatenano i dolori muscolo-scheletrici alla schiena, che aumenterebbero nei giorni più freddi o in cui la pressione barometrica precipita (es. cielo coperto e temporale).
  • Traumi articolari, cicatrici e/o vecchie fratture: anche i classici acciacchi sembrano risentire dei cambi atmosferici, intensificando le sensazioni di dolore provate in corrispondenza dell’articolazione interessata. Le ginocchia e le spalle sono tra le articolazioni più sollecitate e risultano più rigide e doloranti specialmente nei cambi stagionali.

Come prevenire i dolori causati da cambi stagionali?

Non ci stancheremo mai di dirlo ma alimentazione, attività fisica e uno stile di vita salutare con una giusta integrazione sono alla base di una buona prevenzione per quanto riguarda molte patologie.

  1. Alimentazione: Cibi grassi, altamente processati e pesanti rischiano di aumentare le infiammazioni a carico del nostro organismo, e dunque aggravare le condizioni fisiche della persona. Uno studio americano del 2015 ha dimostrato una correlazione tra una dieta principalmente a base di frutta, verdura, legumi e cereali, e una significativa riduzione del dolore nei pazienti affetti da osteoartrite. In particolare la dieta prevedeva
    → Un elevato consumo di cereali grezzi, legumi, frutta e verdura
    → Una moderazione di alcol e vino
    → Un moderato consumo di pesce e carne bianca
    → Un basso apporto di formaggi, latte, carni rosse, insaccati e latte (Il latte fa male alle articolazioni? Scoprilo qui)
    → Un consumo solo occasionale di dolci e bevande zuccherate.

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  1. Stretching e allenamento di forza: chiaramente in base alle capacità di ciascun individuo, sono utili per ridurre i liquidi extracellulari, e di conseguenza particolarmente indicati quando il dolore si irradia in una parte specifica del corpo.
  2. CBD (Cannabidiolo): Questa molecola è studiata in maniera approfondita da diversi anni ormai proprio per le sue proprietà anti-infiammatorie e mio-rilassanti. È ampliamente utilizzata e prescritta da medici per migliorare la qualità della vita dei propri pazienti.

Che il dolore sia di lieve entità o molto fastidioso sicuramente integrare e stimolare il sistema endocannabinoide durante i cambi di stagione aiuterà il fisico ad affrontare al meglio ogni cambiamento (Scopri di più sul CBD)

  1. Omega-3: Proprio perché gli omega-3 combattono l’infiammazione può essere molto utile integrare duranti i cambi di stagione questi aminoacidi essenziali che lubrificano le nostre cellule e garantiscono il buon funzionamento del nostro corpo. Inoltre diversi studi hanno evidenziato come gli omega-3 riducano la rigidità articolare e ne limitino il dolore e gonfiore. Un recente studio iraniano condotto su 60 pazienti affetti da artrite reumatoide ha dimostrato che integrando la dieta quotidiana di omega3 contenuti nel pesce aiuta e riduce la necessità di ricorrere a farmaci antinfiammatori (Scopri di più sugli omega-3)

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