Il Decreto Ministeriale del 23 Gennaio 2013 inserisce nella Tabella II, sezione B, i medicinali di origine vegetale a base di Cannabis, ovvero sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture. Da allora, le preparazioni magistrali a base di infiorescenze di Cannabis possono essere prescritte da qualsiasi medico abilitato e iscritto all’Ordine dei Medici mediante prescrizione magistrale non ripetibile (RNR) compilata secondo l’articolo 5 della Legge 94/98 (cosiddetta Di Bella), ovvero prescrizione off label (Ministero della Salute, 2013).

Inoltre, il medico è tenuto a far firmare il modulo per il consenso informato al suo assistito, il quale dichiara di essere stato dettagliatamente e comprensibilmente informato sulla possibilità di impiego della terapia a base di Cannabinoidi e altresì dichiara di essere consapevole che il farmaco in questione è stato prescritto per un’indicazione diversa da quella ufficialmente autorizzata nella scheda tecnica del farmaco medesimo.
In considerazione delle evidenze scientifiche fino ad ora prodotte, lo Stato Italiano ha individuato sei impieghi ad uso medico della Cannabis:

  • L’analgesia nel dolore cronico (con particolare riferimento al dolore neurogeno) in cui il trattamento con antinfiammatori non steroidei o con farmaci cortisonici o oppioidi si sia rivelato inefficace;
  • L’analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore (sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale) resistente alle terapie convenzionali;
  • L’effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito, causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV, che non può essere ottenuto con trattamenti tradizionali;
  • L’effetto stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell’anoressia nervosa, che non può essere ottenuto con trattamenti standard;
  • L’effetto ipotensivo nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali;
  • La riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette che non può essere ottenuta con trattamenti standard.

Le prescrizioni dei preparati a base di Cannabis sono soggette alla Legge 94/98 (Di Bella) e dunque il medico può prescrivere il trattamento a base di Cannabinoidi per tutte quelle indicazioni suffragate da risultati di lavori presenti nella letteratura medica internazionale accreditata come ad esempio:

  • Dolore (neuropatico, oncologico);
  • Spasticità da Sclerosi Multipla;
  • Nausea e vomito in chemioterapia;
  • Stimolazione appetito nell’AIDS o cancro o anoressia nervosa;
  • Sindrome di Gilles de la Tourette;
  • Glaucoma resistente;
  • Malattie infiammatorie croniche intestinali (morbo di Crohn, colite ulcerosa);
  • Sindromi da astinenza nelle dipendenze;
  • Spasticità nelle lesioni midollari (tetra/paraplegia);
  • Fibromialgia;
  • Traumi cerebrali;
  • Ictus;
  • Cancro al cervello, alla prostata, al seno, ai polmoni;
  • Leucemia;
  • Artrite reumatoide;
  • Epilessia;
  • Allergie;
  • Asma bronchiale;
  • Malattie autoimmuni (lupus eritematoso);
  • Malattie neurodegenerative (morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson);
  • Patologie cardiovascolari;
  • Schizofrenia.

Il 25 giugno 2018 con DM è stato fatto un aggiornamento dell’elenco dei medicinali di cui all’Allegato III-bis del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309. (18A04702),  nell’allegato III-bis del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 e’ stata inserita, secondo l’ordine alfabetico, la voce:

Medicinali a base di cannabis per il trattamento sintomatico di supporto ai trattamenti standard.

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