È solo olio, ma...

...Il CBD estratto può migliorare la vita di tutti i giorni, in quanto, secondo diversi studi, si tratta di una potente molecola in grado di produrre numerosi effetti benefici per la salute e il benessere della persona.

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Su cosa agisce il CBD

Di seguito alcune informazioni e studi scientifici dedicate alla
dispensazione di prodotti a base di fitocannabinoidi:

Numerosi studi scientifici evidenziano che l'uso più promettente dei fitocannabinoidi è su pazienti con dolore resistente alle terapie tradizionali. Finora i maggiori benefici della cannabis sono stati osservati sul dolore neuropatico: una problematica difficile con limitate opzioni terapeutiche. Il cannabidiolo (CBD) può prevenire l’insorgere di neuropatie periferiche nei pazienti diabetici. Sempre il CBD risulterebbe poi effettivo contro il dolore patologico (come quello neuropatico). Ha una potente attività analgesica contro le condizioni infiammatorie, e può essere utilizzato per trattare il dolore cronico infiammatorio e neuropatico. Anche il Cannabigerolo (CBG) cannabinoide minore, precursore di CBDA e THCA ha dimostrato proprietà analgesiche contro il dolore infiammatorio, permettendo fondamentalmente all’Anandamide (un endocannabinoide responsabile del senso di benessere) di agire più a lungo. Per questi utilizzi farmaceutici è sempre necessario un parere del medico che valutando la situazione individuale del paziente valuterà se utilizzare o meno questa ulteriore possibilità terapeutica.

Rock, E. M., Goodwin, J. M., Limebeer, C. L., Breuer, A., Pertwee, R. G., Mechoulam, R., & Parker, L. A. (2011). Interaction between non-psychotropic cannabinoids in marihuana: effect of cannabigerol (CBG) on the anti-nausea or anti-emetic effects of cannabidiol (CBD) in rats and shrews. Psychopharmacology, 215(3), 505-512. doi:10.1007/s00213-010-2157-4

Tra i primi benefici della cannabis osservati c’è la capacità di contrastare nausea e vomito. A bassi dosaggi può perfino sopprimere il riflesso del vomito dato da chemioterapici e radioterapia. Altri fitocannabinoidi non psicotropi come il CBDA, THCA, THCV, CBDV e CBG risultano efficaci nel produrre simili effetti antiemetici.

1.Abel EL (1975) Cannabis: effects on hunger and thirst. Behavioral Biology 15, 255–281.

2.Pertwee, R. G., Cristino, L., & Di Marzo, V. (2014). Established and Emerging Concepts of Cannabinoid Action on Food Intake and their Potential Application to the Treatment of Anorexia and Cachexia In Handbook of cannabis: Edited by Roger G. Pertwee. New York: Oxford University Press.

Gli effetti anti proliferativi dei cannabinoidi e dell’Anandamide sui cheratinociti (cellule della pelle) suggeriscono che il Sistema Endocannabinoide sia coinvolto nell’eziologia della psoriasi. I fitocannabinoidi come CBN, CBD e CBG inibiscono la crescita di una linea celluare di cheratinociti umani in iperproliferazione (proprio come nel caso della psoriasi). Altri studi hanno confermato la capacità dei fitocannabinoidi di inibire la proliferazione epidermica delle cellule della pelle. Studi del 2006 hanno rivelato che gli attivatori dei recettori cannabinoidi diminuiscono la crescita, proliferazione, angiogenesi e metastasi del melanoma umano sia in vitro che in vivo.

1.Pertwee, R. G., Oddi, S., & Maccarone, M. (2014). Phytocannabinoids & Skin Disorders. In Handbook of cannabis: Edited by Roger G. Pertwee. New York: Oxford University Press.

2.Wilkinson, J. D., & Williamson, E. M. (2007). Cannabinoids inhibit human keratinocyte proliferation through a non-CB1/CB2 mechanism and have a potential therapeutic value in the treatment of psoriasis. Journal of Dermatological Science, 45(2), 87-92. doi:10.1016/j.jdermsci.2006.10.009

A seguito della scoperta di un sistema cannabinoide scheletrico, molta attenzione da parte della comunità scientifica si è rivolta proprio su questo. Al momento, attivatori specifici dei recettori CB2 sembrerebbero avere il ruolo più promettente. Il CBD sembra migliorare la guarigione da fratture. In futuro, si spera che il THCV e il B-cariofillene, (Un terpene contenuto in diverse piante tra cui la Cannabis) entrambi attivatori dei recettori CB2, possano essere studiati più approfonditamente per il trattamento dell’osteoporosi.

1.Pertwee, R. G., Oddi, S., & Maccarone, M. (2014). Phytocannabinoids & Skin Disorders. In Handbook of cannabis: Edited by Roger G. Pertwee. New York: Oxford University Press.

2.Wilkinson, J. D., & Williamson, E. M. (2007). Cannabinoids inhibit human keratinocyte proliferation through a non-CB1/CB2 mechanism and have a potential therapeutic value in the treatment of psoriasis. Journal of Dermatological Science, 45(2), 87-92. doi:10.1016/j.jdermsci.2006.10.009

Diversi cannabinoidi hanno un elevato potenziale terapeutico per il trattamento dell’insonnia. Nello specifico, il CBD migliora la qualità del sonno regolando in maniera indiretta il rilascio di dopamina, che modula l’induzione e la qualità del sonno. Spesso il CBD viene prescritto in associazione con altre molecole specifiche, come ad esempio la melatonina, per aiutare in maniera efficace e del tutto naturale le persone che faticano a prendere sonno o sperimentano ripetuti risvegli durante la notte.

1.Fraser, G. A. (2009). The Use of a Synthetic Cannabinoid in the Management of Treatment-Resistant Nightmares in Posttraumatic Stress Disorder (PTSD). CNS Neuroscience & Therapeutics, 15(1), 84-88.

2.Ware, M. A., Fitzcharles, M., & Shir, Y. (2008). (225) The effects of nabilone on sleep in fibromyalgia: Results of a randomized controlled trial. The Journal of Pain, 9(4), 32. doi:10.1016/j.jpain.2008.01.146

Secondo alcuni studi, le varietà ad alto contenuto di CBD e basso di THC mostrano una maggiore azione sull'umore. Ciò potrebbe essere dovuto all’interazione del CBD con la serotonina, l'ormone responsabile del nostro buono o cattivo umore. Il CBD non si lega ai recettori CB1 e, di conseguenza, non influenza i neuroni dopaminergici analogamente a quanto avviene con il THC. Il CBD, spesso definito antagonista del THC, può aumentare i livelli di Anandamide (molecola responsabile del senso di beatitudine) inibendo gli enzimi incaricati di scomporre questa molecola.. Una volta che i suoi livelli aumentano, l’anandamide si lega ai recettori CB1 producendo i suoi effetti sull’umore.

1.Melas PA, Scherma M, Fratta W, Cifani C, Fadda P. Cannabidiol as a Potential Treatment for Anxiety and Mood Disorders: Molecular Targets and Epigenetic Insights from Preclinical Research. Int J Mol Sci. 2021 Feb 13;22(4):1863.

2.Khan, R., Naveed, S., Mian, N. et al. The therapeutic role of Cannabidiol in mental health: a systematic review. J Cannabis Res 2, 2 (2020).

I fitocannabinoidi stimolano i recettori endocannabinoidi presenti all’interno del nostro corpo generando una serie di cambiamenti biochimici. Studi scientifici hanno dimostrato che mentre il THC è impiegato per stimolare l’appetito, il CBD gioca da antagonista e regola il senso di fame e benessere, risultando utile in situazioni di disturbi alimentari dove il consumo di cibo è spesso associato a importanti stati d’ansia. Molte persone mangiano come meccanismo di difesa quando si sentono sotto pressione o a disagio, e terapie ad alto contenuto di CBD vengono impiegate per regolare i fattori psicologici che incidono sull’appetito e il senso di sazietà.

1.Abel EL (1975) Cannabis: effects on hunger and thirst. Behavioral Biology 15, 255–281.

2.Pertwee, R. G., Cristino, L., & Di Marzo, V. (2014). Established and Emerging Concepts of Cannabinoid Action on Food Intake and their Potential Application to the Treatment of Anorexia and Cachexia In Handbook of cannabis: Edited by Roger G. Pertwee. New York: Oxford University Press.

Un’antica innovazione

Se fino a pochi anni fa si sapeva davvero poco sulla Cannabis, oggi numerosi studi scientifici e ricerche ci hanno permesso di scoprire molto di più su questa pianta, sulle principali differenze tra le varie infiorescenze e sui suoi molteplici impieghi e benefici.

Tutto parte dalla terra. Le infiorescenze utilizzate per il nostro olio di CBD vengono coltivate in Maremma in un suolo fertile e ricco di micronutrienti; successivamente subiscono un’estrazione ad hoc senza l’utilizzo di alcun solvente, così da mantenere inalterato il fitocomplesso, naturalmente ricco di CBD, flavonoidi, acidi grassi, aminoacidi e clorofilla.

Grazie a questa estrazione unica che sfrutta il movimento, la pressione e il calore, ogni fiore preserva le sue proprietà valorizzando tutto il lavoro che precede la trasformazione: la vita della pianta.

Tutto è in equilibrio,
Tutto lavora al meglio,
Tutto è in sinergia.

Ecco cosa significa Full Spectrum

La cannabis, con la sua complessa struttura chimica, contiene oltre 100 cannabinoidi attivi.
Oltre al CBD contiene anche terpeni, flavonoidi e altri cannabinoidi come CBN o CBG, di cui studi hanno dimostrato le loro proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e antidolorifiche.
Gli scienziati credono che vi sia una sinergia naturale tra cannabinoidi, terpeni e altri materiali vegetali della canapa. In altre parole secondo il fenomeno dell’effetto entourage il fitocomplesso è più efficace quando tutti i suoi composti agiscono all’unisono rispetto all’azione di un solo componenete chimico nella sua forma isolata.

Leggi il nostro articolo sull’effetto entorurage

L'olio al CBD, una
soluzione per tante
problematiche.

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Il CBD full spectrum è la totale estrazione dei componenti della pianta di cannabis, considerata anche una miniera naturale di vitamine, minerali, grassi e proteine; inoltre sono presenti vitamine A, C, E e vitamine del complesso B. Maggiore è la ricchezza di elementi, maggiori saranno i vantaggi. Per questo motivo le statistiche dimostrano che la maggior parte degli utenti preferisce il CBD full spectrum, in quanto risulta un prodotto più completo di maggiore qualità ed efficacia, seppur impiegando un minor quantitativo di assunzione giornaliera.

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*Per uso esterno.

Le informazioni e i consigli contenuti in questa pagina sono bastati su ricerche scientifiche, ma non devono sostituire il parere del medico. Tutte le questioni relative a salute e benessere non andrebbero mai affrontate con la metodica del ‘fai da te’ ma discusse e sottoposte a supervisione medica. È comunque indice di saggezza informarsi e cercare soluzioni che rispettino i naturali processi del nostro corpo.

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