Alzheimer: cos’è e possibili terapie con fitocannabinoidi

rappresentazione di uomo affetto da alzheimer

L’Alzheimer è una malattia cerebrale degenerativa di tipo cronico, che si caratterizza da una lenta e progressiva atrofia del tessuto nervoso che causa il declino di tutte le funzioni intellettive e cognitive.

Sebbene siano ancora poco conosciute le cause che conducono a questa malattia, i ricercatori sono concordi nel credere che nasca per via di cause genetiche, associate a stili di vita squilibrati.

La mancanza di esercizio fisico, l’obesità, l’ipertensione, il diabete, la depressione e il fumo sono tutti fattori che aumentano esponenzialmente il rischio di contrarre la patologia.

Studi più recenti però indicano che dal punto di vista neuropatologico il cervello dei pazienti colpiti da Alzheimer presenta placche formate dall’accumulo di una proteina, la Beta-amiloide e dalla formazione di grovigli causati da un’altra proteina, detta Tau.

placche e grovigli tau alzheimer
Rappresentazione placche e neurofibrillari

La presenza delle strutture di Tau e Beta-amiloide è ritenuta responsabile del processo degenerativo. Queste sostanze proteiche si accumulano a causa di processi metabolici difettosi nel cervello, dove si depositano provocando la morte delle cellule nervose.

La proteina Beta-amiloide si deposita fra le cellule nervose come una sorta di collante dove forma delle placche che rendono difficoltose le comunicazioni tra i neuroni. Ne conseguono disturbi a livello di trasporto di ossigeno e di sostanze nutritive al cervello.

 

rappresentazione cervello con alzheimerLa proteina Tau, invece, si deposita all’interno delle cellule nervose, formando dei filamenti detti grovigli neurofibrillari.

Questi fenomeni causano una risposta infiammatoria e un danno neuronale esteso, con conseguente riduzione del volume cerebrale, oltre che la compromissione dell’attività dei neurotrasmettitori.

La malattia di Alzheimer è caratterizzata da morte neuronale associata a un crescente deterioramento della memoria e ad altri disturbi come la difficoltà nello svolgere le attività quotidiane, i disturbi del linguaggio, il disorientamento spaziale e temporale, le alterazioni della personalità.

Terapie preventive

A livello preventivo esistono delle strategie per posticipare o rallentare gli effetti più gravi del decadimento cognitivo.

Attività fisica, alimentazione ricca di micronutrienti essenziali, antiossidanti e uno stile di vita sano sono sicuramente alla base di una buona prevenzione per moltissime patologie.

Secondo diversi studi, inoltre, una dieta ricca di acidi grassi omega-3, aiuta a prevenire i disturbi cognitivi lievi, che spesso anticipano l’Alzheimer.

Omega-3: come mantenere il nostro cervello ‘pulito’

Le nostre cellule sono avvolte da una membrana lipidica esterna, che per anni si pensava fosse come una pellicola trasparente che isolasse l’interno della cellula dal mondo esterno; in realtà si è scoperto che questa membrana è un vero e proprio organo costituito da tantissimi recettori, e serve proprio a far comunicare l’interno della cellula con il resto del mondo esterno. Gli omega-3 costituiscono questa membrana e aiutano proprio a tenerla morbida e lubrificata così che possano svolgere le loro funzioni fisiologiche al meglio.

In un recente studio* cinese, gli scienziati hanno indagato il ruolo degli omega-3 sulla funzione del sistema glinfatico, un sistema che drena i rifiuti dal cervello e che agisce in modo simile al sistema linfatico, ma che è regolato dalle cellule cerebrali della glia.

Per eliminare le scorie del metabolismo cellulare, infatti, il cervello non può usare il sistema linfatico come il resto del corpo perché è isolato dalla barriera ematoencefalica, la struttura interposta tra sangue e tessuto nervoso.

Lo studio ha evidenziato come l’integrazione con olio di pesce ricco di omega-3 è in grado di migliorare la funzione del sistema glinfatico facilitando così la rimozione della proteina Beta-amiloide dallo spazio intercellulare dal cervello e limitando le lesioni che le placche causano.

La maggior parte dei meccanismi con cui gli omega-3 possono agire sui sintomi della malattia di Alzheimer sono ancora da approfondire ma sono sicuramente correlati anche alle loro proprietà antiossidante e antinfiammatoria. Questa sua azione permette alle membrane delle cellule di mantenersi morbide e ben funzionanti.

omega 3 alto dosaggio EPA DHA

Fitocannabinoidi e Alzimer

Il deterioramento cognitivo tipico del morbo non ha ancora oggi una cura risolutiva, tuttavia sono disponibili trattamenti che tentano di rallentarne la progressione.

Il Morbo di Alzheimer, come tutte le patologie a sfondo degenerativo, rappresenta una condizione molto complessa sia per il singolo paziente, sia per i familiari che lo accudiscono.

Nelle prime fasi della malattia terapie ricche di CBD possono essere assunte per ridurre il processo infiammatorio e neurodegenerativo.

Nelle fasi più avanzate della malattia la persona può essere molto difficile da gestire, soprattutto se assume atteggiamenti aggressivi e di agitazione psicomotoria. L’inserimento della cannabis terapeutica in questo contesto si pone l’obiettivo di contenere lo stato di agitazione e migliorare il sonno, stimolare l’appetito e migliorare l’equilibrio. L’esperienza clinica è spesso positiva con i pazienti trattati con una cannabis THC-CBD in rapporto 1:1, perché è in genere ben tollerata dalle persone anziane.

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Fonte:
*Huixia Ren, Chuanming Luo, Yanqing Feng, Xiaoli Yao, Zhe Shi, Fengyin Liang, Jing X. Kang, Jian-Bo Wan, Zhong Pei and Huanxing Su.  (2016). “Omega-3 polyunsaturated fatty acids promote amyloid-β clearance from the brain through mediating the function of the glymphatic system”

 

Ormoni Bio-Identici: cosa sono?

ormoni bio-identici menopausa

Gli Ormoni Bio-identici non sono una terapia sostitutiva, ma bensì una terapia volta a bilanciare gli ormoni attraverso il reintegro di ormoni esattamente uguali a quelli prodotti dal nostro corpo.
Nonostante siano utilizzati da quasi 60 anni in Europa, in Italia rimangono ancora sconosciuti per via di una mentalità troppo rigida e legata a protocolli standard e istituzionali.

Menopausa e variazioni ormonali

La menopausa, e l’andropausa per l’uomo, è per eccellenza un periodo di forte transizione e cambiamento. Molte donne sperimentano questo momento con serenità e appagamento per tutte le cose che finalmente possono godersi con una maturità e saggezza diversa; molte altre, purtroppo, lo vivono come un periodo terribile, costellato da nervosismo, confusione mentale e sbalzi d’umore.

Durante il periodo della menopausa, si verifica una normale perdita della capacità di produrre una sufficiente quantità di ormoni da parte delle ghiandole responsabili.

Il progesterone, ad esempio, è il primo ormone che si esaurisce quando una donna inizia ad affacciarsi alla menopausa. A partire dai 35 anni la produzione di progesterone nelle donne cala, dato che l’ovulazione non si verifica più a ogni ciclo. Per questo già fra i 30 e i 40 anni è molto comune che si verifichi uno squilibrio tra progesterone e estrogeni a favore di una dominanza estrogena con tutti gli effetti negativi che questa condizione si porta dietro (ansia, disturbi della memoria, mestruazioni dolorose, ritenzione idrica e aumento di peso, tensione al seno, etc.)

variazione della produzione ormonale nella donna

La scoperta degli ormoni sessuali fu una rivoluzione nel mondo della ginecologia. Fu un passaggio importante in quanto si comprese per la prima volta come un sistema endocrino disfunzionale mini la salute di tutto l’organismo, impattando pesantemente sulla qualità della vita delle persone.

Tutti i cambiamenti fisici che si manifestano durante la menopausa sono difatti riconducibili a una diminuzione della produzione ormonale. Questo calo influisce sull’invecchiamento globale per quanto riguarda:

  • La pelle
  • La composizione corporea
  • L’aumento di ansia e stress
  • La perdita di massa muscolare
  • L’osteoporosi
  • Gli sbalzi d’umore
  • L’invecchiamento celebrale
  • La perdita della memoria

La maggior parte degli ormoni diminuiscono, mentre altri come l’insulina, la leptina, il cortisolo tendono ad aumentare.
In alcuni soggetti questo calo fisiologico si manifesta in maniera equilibrata e senza complicazioni; in altri casi si manifesta con picchi e cali repentini, scompensi importanti e dominanze di alcuni ormoni su altri. Soffrire di disturbi ormonali è molto comune; sono un delicatissimo sistema che si altera molto facilmente a causa di stress, predisposizione genetica, alimentazione squilibrata, mancanza di esercizio fisico, mancanza di sonno e sostanze chimiche nell’ambiente.

Cosa sono gli Ormoni Bio-Identici

Gli ormoni bio-identici sono composti che hanno esattamente la stessa struttura chimica e molecolare degli ormoni prodotti dal corpo umano.
Questo è un aspetto fondamentale, perché fa si che l’organismo possa riconoscere questi ormoni come propri e ridurre al minimo gli effetti indesiderati.

Sono definiti ormoni naturali in quanto non sono ormoni di sintesi creati dall’uomo in laboratorio, ma derivano da vegetali che hanno una struttura molto simile a quella del colesterolo, da cui provengono chimicamente tutti gli ormoni steroidei. Da queste piante di partenza, con alcune modifiche, si possono estrarre tutti gli ormoni steroidei. Nello specifico gli ormoni bio-identici derivano da vegetali coma la patata dolce, la Soia e la Dioscorea.

Il fatto che gli ormoni bio-identici abbiano una struttura uguale e conosciuta al nostro organismo la rendono una terapia sicura ed efficace, in quanto una volta reintrodotti correttamente permettono all’organismo di continuare con le sue funzioni come se lo squilibrio o la carenza ormonale non fosse presente.

Inoltre, queste terapie vengono utilizzate a dosi più piccole rispetto a quelli di sintesi, attraverso dosaggi personalizzati e vie di somministrazione più innovative come quella transdermica, vaginale o sublinguale.

Ormoni Bio-identici e Ormoni commerciali – che differenza c’è?

La Terapia ormonale sostitutiva (definita anche TOS o ormoni commerciali o di sintesi) sono ormoni ricreati in laboratorio che imitano i nostri ma non sono uguali poiché non hanno la stessa struttura chimica e molecolare di quelli prodotti dal nostro corpo; in aggiunta, vengono somministrati a dosaggi standard dove non è possibile modulare la terapia in base alle necessità della paziente.

Per tanti anni hanno rappresentato la salvezza di molte donne, quello che si è visto però è che essendo farmaci ad azione ormonale, dunque non veri e propri ormoni, sul medio-lungo termine la loro assunzione presentava molte implicazioni in termini di effetti indesiderati e controindicazioni. Oltre al fatto che iniziava a diventare inconcepibile come dosaggi standard potessero andare bene a un numero così vasto di donne con fisici e livelli ormonali completamente diversi.

La Terapia ormonale a base di Ormoni bio-identici è l’evoluzione della classica Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS – ovvero pillole anticoncezionali, spirali etc).

Il motivo per cui oggi sono ancora tanto sconosciuti è perché essendo molecole presenti in natura non possono essere brevettati e prodotti da nessuna casa farmaceutica. Non può esistere un commerciale a base di ormoni bio-identici e l’unica soluzione per una società farmaceutica è quella di utilizzare ormoni sintetici di laboratorio. Questo spiega come mai così tanti medici conoscano tutte le pillole anticoncezionali dalle diverse case farmaceutiche, ma non conosca la possibilità di prescrivere e modulare la terapia ormonale su ogni paziente in base alle diverse esigenze.

Ormoni Bio-identici e fitoterapici – che differenza c’è?

Esistono ormai diversi studi scientifici pubblicati che evidenziano l’azione ormonale che svolgono alcuni fitocomplessi estratti da diverse piante come la Salvia, i semi di Lino, la Dioscorea, il Trifoglio Rosso e molte altre.

In caso di sintomi legati ad una lieve modificazione dei livelli ormonali, specialmente nella donna giovane in cui la capacità di produzione ormonale non è compromessa, risultano essere degli ottimi alleati per contrastare sintomi lievi.
Quando ci si affaccia alla menopausa è normale sperimentare cambiamenti nel corpo e nell’umore, ma in molti casi basta un aiuto naturale per riequilibrare in maniera dolce e poco invasiva tutto l’assetto ormonale.Pinkpower - menopausa squilibri ormonali

Qualora i sintomi persistessero o si facessero sempre più intensi e insopportabili allora potrebbe significare che il quadro clinico è più compromesso di quanto si pensava e necessita l’intervento di uno specialista. Gli ormoni bio-identici non sono fitoterapici ad azione ormonale, ma ormoni a tutti gli effetti. Dunque se i fitoterapici svolgono un’azione molto soft e blanda, che è comunque ottima in molti casi per stimolare a sufficienza la produzione di alcuni ormoni, in altri casi si rende necessario andare proprio a reintegrare l’ormone in questione.

Gli Ormoni bio-identici sono come una pillola magica?

Molti medici che prescrivono ormoni bio-identici tendono sempre a precisare che la terapia va associata a uno stile di vita sano!

Se si sono verificati squilibri ormonali significa che nel 70% dei casi lo stile di vita e le abitudini del paziente lo hanno portato ad avere una produzione ormonale compromessa. Andare a reintegrare gli ormoni che non vengono prodotti a sufficienza e continuare a fare le stesse cose e la stessa vita di prima potrebbe non essere la soluzione vincente per il benessere e la salute della persona.

Questo non significa che uno deve rivoluzionare la sua vita, solo tenere a mente che per avere un massimo beneficio sarebbe meglio condurre uno stile di vita appropriato integrando:

  1. Giusta nutrizione – Moderare cibi molto elaborati, assicurarsi di assumere la quota proteica minima consigliata e consumare cibi salutari senza mai esagerare
  2. Attività fisica: è essenziale muovere il corpo e mantenerlo tonico e attivo, a qualsiasi età
  3. Controllo dello stress: molti fitoterapici aiutano ad affrontare meglio i periodi di forte stress (ad esempio la Rodiola aiuta il fisico ad adattarsi e rispondere meglio a situazioni stressanti)
  4. Sonno: il sonno ha la potente proprietà di riparare il corpo. È importante dormire sufficientemente per garantire al nostro organismo di rigenerarsi correttamente.

Effetti indesiderati

Gli ormoni bio-identici sono una terapia efficace nel trattamento dei sintomi causati da squilibri ormonali. Vengono prescritti da specialisti che li conoscono e che, con esami alla mano, personalizzano i vari dosaggi in base alle necessità della persona.

Gli Ormoni Bio-identici hanno pochissime controindicazioni, che sono spesso sono legate a problemi di dosaggio che va comunque modulato in un primo momento e monitorato nel tempo in modo da essere modificato man mano che i sintomi migliorano e la produzione ormonale si ristabilisce.

Effetti collaterali causati da terapie a base di estrogeni possono includere gonfiore, mal di testa, dolori al seno o ciclo irregolare/spotting.
Effetti collaterali causati da terapie a base di progesterone possono includere spotting, dolore al seno, mal di testa, nausea e senso di intorpidimento.
Effetti collaterali causati da terapie a base di testosterone possono essere associate a acne, pelle oleosa, cambio nel desiderio sessuale, crescita dei peli.

Cosa serve

Non essendo brevettabili dalle case farmaceutiche gli ormoni bio-identici vengono prodotti esclusivamente nei laboratori delle farmacie galeniche che li conoscono e sanno lavorarli. Il termine galenico deriva proprio da Galeno, padre della medicina naturale che utilizzava già nell’antichità erbe medicinali e estratti come farmaci.
Per accedere a una terapia a base di ormoni bio-identici è necessaria la ricetta che deve essere presentata alla farmacia perche la terapia possa essere allestita.

Scopri di più sugli Ormoni Bio-Identici

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Sclerosi Multipla: Cos’è e possibili trattamenti

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Cos’è la Sclerosi Multipla

La sclerosi multipla è una patologia neurodegenerativa ad evoluzione progressiva e cronica che colpisce il sistema nervoso centrale. Poiché i nervi sono strutture estremamente sensibili e delicate, sono protetti da un rivestimento costituito da una sostanza denominata mielina. Nell’individuo affetto da sclerosi multipla si osserva una perdita di tale rivestimento che impedisce le corrette trasmissioni degli impulsi alle varie terminazioni nervoseSe nervi subiscono un danno, subentra un malfunzionamento delle regioni corporee controllate dai nervi interessati.

La patologia può svilupparsi a qualsiasi età, tuttavia insorge solitamente tra i 20 e i 40 anni, e circa due terzi delle vittime sono donne. Il decorso della sclerosi multipla è estremamente variabile a seconda dell’individuo e dipende principalmente da quali nervi vengono colpiti nonché dall’entità del danno.

Sintomi

La sclerosi multipla presenta un decorso ciclico di remissioni ed esacerbazioni (fasi di miglioramento e fasi di peggioramento). Il primo attacco e la situazione di aggravamento che segue possono essere limitati a sintomi di vista offuscata e stanchezza senza cause precise. Poiché tali sintomi sono vaghi e possono scomparire dopo un breve periodo e non presentarsi più per anni, è difficile diagnosticare la sclerosi multipla a uno stadio estremamente precoce.

La progressione della sclerosi multipla varia da persona a persona. Alcuni individui vanno incontro a una completa e definitiva remissione, mentre vi sono casi, altrettanto rari, in cui la malattia colpisce con gravità tale da causare danni significativi e permanenti fin dal primo episodio. La stragrande maggioranza dei soggetti si colloca in un punto intermedio fra i due estremi: molti si riprendono dalla prima forte esacerbazione e presentano recidive di moderata gravità all’incirca ogni dieci anni.  I sintomi possono manifestarsi singolarmente all’inizio e, successivamente, comparire a gruppi di due o più:

  • Stanchezza estrema
  • Vista offuscata
  • Vertigini
  • Disturbi del linguaggio
  • Paresi facciale
  • Insensibilità o astenia degli arti
  • Perdita dell’equilibrio
  • Scarsa coordinazione motoria
  • Nausea e vomito
  • Stipsi
  • Andatura barcollante
  • Tremori
  • Incontinenza fecale e urinaria
  • Cecità
  • Paralisi

Cause primarie

Il motivo per cui alcune persone subiscono una demielinizzazione delle guaine rimane un mistero, benché ci siano diverse teorie in merito. L’ipotesi prevalente indica la sclerosi multipla come una malattia autoimmune, in cui i leucociti (globuli bianchi) attaccano la mielina ritenendola una sostanza estranea all’organismo. Secondo un’altra teoria diffusa, la sclerosi multipla sarebbe causata da un virus o da un’infezione latente e, in effetti, i sintomi sono simili a quelli di un’infezione virale, tanto simili, che in un primo momento spesso il medico non è in grado di differenziare la diagnosi di sclerosi multipla a quello di stadio precoce da un attacco virale.

Sebbene la sclerosi multipla si stia manifestando con maggiore frequenza negli Stati Uniti, rimane una patologia rara in Oriente, nei paesi in via di sviluppo e nelle regioni tropicali. Alcuni studi dimostrano che nei soggetti che vivono in zone maggiormente esposte al sole il rischio di insorgenza è considerevolmente ridotto. Potrebbe dunque esistere una correlazione con la vitamina D, la cui sintesi è favorita dall’esposizione alla luce solare. Ogni volta che si evidenzia questo tipo di discrepanza geografica, ha senso esaminare lo stile di vita e i fattori ambientali quali possibili cause.
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È noto che un considerevole livello di stress e una dieta scarsamente equilibrata possono favorire le esacerbazioni , e anche le tossine ambientali, soprattutto i metalli pesanti, possono determinare sintomi analoghi a quelli della sclerosi multipla e danneggiare sia il DNA che la melina. Non ci sono certezze sulle cause della sclerosi multipla, ma ecco le ipotesi principali:

  • Infezione cronica (virale, batterica, da Candida)
  • Periodi di stress protratto
  • Squilibrio ormonale (ormoni dello stress)
  • Alimentazione poco equilibrata (soprattutto carenza di vitamina D)
  • Tossine ambientali
  • Metalli tossici
  • Allergie alimentari
  • Danno da radicali liberi
  • Immunizzazione

Trattamento

Ad oggi non esiste una vera e propria cura per la sclerosi multipla, poiché si tratta di una malattia irreversibile. Ci sono due tipologie di trattamenti pero: la prima include farmaci che modificare il decorso della malattia, l’altra invece interviene sui sintomi e sul miglioramento della qualità della vita del paziente.

La seguente lista è la raccolta di rimedi naturali ad azione farmacologica che si è visto avere un forte impatto sul miglioramento dei sintomi, rispettando l’equilibrio dell’organismo:

  • Cannabis terapeutica: Un recente studio ha analizzato il ruolo del CBD e THC nel trattamento della sclerosi multipla. L’analisi suggerisce che “i cannabinoidi possono aiutare a trattare il dolore neuropatico” nei pazienti affetti da sclerosi multipla, “come terapia aggiuntiva a trattamenti del dolore già stabiliti”. Nonostante molte ricerche sono ancora in corso per quanto riguarda l’impiego di questa terapia nel trattamento dei sintomi della sclerosi multipla, altrettante numerose ricerche mostrano l’efficacia di terapie a base di CBD e THC nella riduzione della spasticità causata da questa patologia.
    Un ruolo importante è svolto dal CBD che ha importanti funzioni di tipo immunoregolatorio, attraverso l’inibizione dei linfociti ad azione pro-infiammatoria favorendo una maggior produzione di linfociti ad azione regolatoria, stimolando inoltre le cellule immunitarie a produrre molecole antiossidanti e antinfiammatorie. 
  • Alimentazione: Le persone che soffrono di sclerosi multipla seguono molto spesso un alimentazione specifica, poiché diversi studi e testimonianze mostrano che l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale per limitare notevolmente i sintomi e i periodi di peggioramento. È essenziale consumare cibi naturali e non lavorati industrialmente, includendo frutta e verdura di spiccata colorazione in quanto tali alimenti hanno un elevato contenuto di antiossidanti che combattono il danno cellulare provocato dai radicali liberi. Se si desidera combattere la sclerosi multipla, è necessario fornire all’organismo tutto l’aiuto possibile; evitare dunque zuccheri raffinati, cibi spazzatura contenenti conservanti e armoni, alcol e caffeina, che sottraggono all’organismo vitamine e minerali e aggravano le infiammazioni.
  • Olio di pesce: Gli acidi grassi di tipo Omega-3 riducono le infiammazioni e sono essenziali al corretto funzionamento delle fibre nervose e della mielina.
    Il dottor Roy Swank, docente di neurologia alla Scuola di Medicina dell’Università dell’Oregon, prescrisse a 150 pazienti affetti da sclerosi multipla una dieta speciale che prevedeva l’eliminazione di margarina, oli idrogenati e grassi vegetali idrogenati; i grassi saturi erano anch’essi limitati a 20 g al giorno o in quantità inferiore.
    La dieta includeva
    oli di origine vegetale, ricchi di acidi grassi polinsaturi e 5 g al giorno di olio di fegato di merluzzo. I pazienti dovevano mangiare pesce tre volte o più la settimana e consumare una normale quantità di proteine. I risultati mostrarono che, nel 95% delle persone con disabilità iniziali trascurabili che avevano adottato la dieta, il progresso registrato dalla malattia su un arco di tempo di trent’anni fu minimo o nullo.
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  • Vitamina B12: Questa vitamina compartecipa alla formazione della guaina mielinica e i medici nutrizionisti ritengono che sia utile per i soggetti affetti da questa patologia.

 

  • Fitosteroli e steroline: È stato dimostrato che tali sostanze chimiche naturali di origine vegetale ripristinano l’equilibrio del sistema immunitario nei soggetti affetti da malattie autoimmuni

 

  • Antiossidanti: La vitamina C e Vitamina E sono tra i più potenti antiossidanti.

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  • Ginkgo Biloba: esercita un effetto anti-ossidante sui nervi e migliora la circolazione sanguigna.

 

  • Ashwagandha: ripristina l’equilibrio degli ormoni dello stress.

 

Fonti

R.L. Swank, MD, B.B. Dugan, Effect of low saturated fat diet in early and late cases of multiple sclerosis, in The Lancet, vol. 336, n. 8706, 7 Luglio 1990, pp. 37-39, DOI:10.1016/0140-6736(90)91533-G

Methods Find Exp Clin Pharmacol 1995 Mar;17(2):83-88 “Protection of polyunsaturated fatty acids against iron-dependent lipid peroxidation by a Ginkgo biloba extract (EGb 761).” Dumont E, D’Arbigny P, Nouvelot A – Laboratoire de Neurosciences, Caen, France.

Amato L, Minozzi S, Mitrova Z, et al. Revisione sistematica sull’efficacia terapeutica e la sicurezza della cannabis per i pazienti affetti da sclerosi multipla, dolore neuropatico cronico e pazienti oncologici che assumono chemioterapie. E&P Rassegne e articoli anno 41 (5-6) settembre-dicembre 2017.

Haupts M, Vila C, Jonas A, et al. Influence of previous failed antispasticity therapy on the efficacy and tolerability of THC:CBD oromucosal spray for multiple sclerosis spasticity. Eur Neurol 2016;75(5-6):236-43.

 

CBD e Animali: Dermatite Atopica

cbd e animali: dermatite topica

Sono ormai note le proprietà benefiche che il CBD svolge sull’organismo umano (se vuoi approfondire leggi la nostra Guida sul CBD) ma oggi vi parleremo di come questa molecola può aiutare il vostro amico peloso in caso di dermatite atopica.

Il CBD è un cannabinoide contenuto all’interno della pianta di cannabis che, oltre a non dare nessun effetto psicotropo, grazie alle sue sue caratteristiche e potenzialità terapeutiche è diventato oggi un rimedio naturale ampiamente utilizzato.

Ma sugli animali? Anche se ci sono diversi studi e ricerche in corso per continuare a esplorare gli effetti di questa molecola sulle varie patologie, l’uso di prodotti a base di canapa è notevolmente aumentato da parte dei medici veterinari per via degli importanti riscontri positivi.

Il perché il CBD agisca così bene sugli animali è da ricercare nella funzione del Sistema Endocannabinoide, che non è presente solo nell’uomo ma anche in tutte (o quasi) le specie animali.

Cos’è il CBD?

Il CBD è oggi una delle molecole più studiate dalla comunità scientifica, in quanto ogni giorno si scoprono potenzialità terapeutiche e si dimostra l’efficacia per il trattamento di diverse patologie come:

  • Dolore e Osteoartrite: In uno studio pubblicato di recente sulla rivista ‘Frontiers in Veterinary Science’, è stata analizzata e dimostrata l’efficacia del CBD in cani affetti da Osteoartrite. Secondo i ricercatori, la somministrazione di olio contenente cannabidiolo, ha ridotto la sintomatologia dolorosa e migliorato le condizioni generali di tutti gli animali esaminati. Ad oggi, i farmaci di routine utilizzati nei cani con Osteoartrite sono i FANS, caratterizzati da effetti collaterali consistenti.
  • Disturbi infiammatori e allergici: Uno studio del 2012 (Campora et al.) ha invece evidenziato l’efficacia del CBD su disturbi allergici e infiammatori immuno-mediati come ad esempio la Dermatite Atopica, molto diffusa nei cani. Le proprietà antinfiammatorie e immunomodulatrici del CBD sono state intensamente dimostrate in centinaia di studi sugli esseri umani e dai risultati pubblicati dal team del dottor Campora, e sembrano confermarsi anche nella razza animale.
  • Ansia e stress post traumatico: Ansia da separazione, ansia sociale, comportamento aggressivo, fobie e viaggi di lunga distanza. Il CBD è noto per ridurre i livelli di ansia nelle persone, quindi non è una sorpresa che funzioni anche per i cani. L’uso del CBD può aiutare il tuo animale domestico a sentirsi più calmo e rilassato e associato ad una corretta riabilitazione comportamentale.
  • Epilessia e convulsioni: L’epilessia colpisce tra l’1 e il 5 % dei cani e ad oggi il trattamento terapeutico convenzionale è rappresentato da farmaci come il che possiedono non pochi effetti collaterali. Negli ultimi anni però, sempre più veterinari hanno iniziato a proporre ai proprietari di animali domestici un’altra valida opzione: il CBD. Il Veterinary Teaching Hospital della Colorado State University ha esaminato gli effetti del cannabidiolo sull’epilessia canina, e nonostante lo studio è ancora in fase di completamento, dai dati preliminari sono già emersi risultati più che promettenti.

L’olio di CBD Full Spectrum, oltre al CBD, contiene tantissime componenti come vitamine, minerali, clorofilla, terpeni, grassi essenziali, flavonoidi e altri cannabinoidi, rendendolo un rimedio completo. (Per sapere cosa significa Full Spectrum leggi questo articolo)

Come agisce il CBD sulla Dermatite atopica?

Come accennato precedentemente il CBD agisce sugli animali attraverso il sistema endocannabinoide, esattamente come avviene sul corpo umano. Questo sistema svolge specifici compiti nei vari tessuti, anche se in tutti i casi c’è sempre l’obiettivo comune del mantenimento di un ambiente interno il più possibile stabile rispetto alle oscillazioni provenienti dall’esterno. Per rendere possibile questo processo di mantenimento dell’omeostasi, il nostro organismo (e anche quello dei nostri amici a 4 zampe) produce già delle sostanze chimiche simili ai cannabinoidi, chiamate infatti endocannabinoidi.

Quindi, perché dovremmo ricorrere a un prodotto esterno come il CBD? Perché il corpo non sempre produce endocannabinoidi oppure ne produce in quantità insufficiente affinché tutti i cicli fisiologici funzionino al meglio.

Ecco perché il CBD aiuta a riequilibrare l’organismo dell’animale in maniera efficace e del tutto naturale.

recettori cb1 cb2 gatto cane

Il CBD si lega soprattutto ai recettori CB-2, presenti nei sistemi periferici del nostro corpo e in particolare in quello immunitario. Un motivo per cui risulta così efficace contro la dermatite è sicuramente dato dal fatto che i recettori CB1 e CB2 sono presenti anche a livello di cute. Il sistema endocannabinoide presente a livello di cute influenza l’omeostasi della cute, la crescita dei peli, agisce a livello di infiammazione e nella guarigione delle ferite.

Per questo l’olio di CBD è spesso utilizzato in caso di problemi infiammatori, dermatiti atopiche, granuloma eosinofilico nel gatto, e in lesioni secondarie da stress (il classico cane che si crea una lesione continuandosi a leccare).

Diversi pazienti a 4 zampe che assumevano CBD per altre patologie, hanno comunque riscontrato un miglioramento a livello di cute che risultava più sana e con un manto più folto e lucente.

Il CBD è sicuro per gli animali?

Nonostante si tratti di un principio estratto da una pianta, è sempre necessario consultare il veterinario prima di somministrarlo all’animale.

Inoltre, negli ultimi anni si è assistita a una vera e propria esplosione di prodotti a base di CBD sul mercato. Essendo però un mercato ancora non propriamente regolamentato, un gran numero di prodotti CBD può contenere ingredienti e allergeni non elencati sulle loro etichette, così come CBD di scarsa qualità. Il danno in questo caso, oltre a uno spreco di denaro, èn quello di somministrare un prodotto non efficace a un animale con problemi di salute e perdere fiducia in queste terapie che potrebbero essere invece di grande aiuto.

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Vari studi che hanno analizzato la composizione di prodotti a base di cannabis o di cannabinoidi venduti sul mercato USA, sia per uso umano che veterinario, hanno rivelato che in molti casi la concentrazione di cannabinoidi riportata in etichetta (principalmente THC e CBD) non corrispondeva alla reale concentrazione e in vari prodotti sono state trovate tracce di pesticidi, solventi e perfino metalli pesanti.

E’ dunque responsabilità del padrone informarsi e scegliere il prodotto migliore per il proprio amico a 4 zampe.

Per qualsiasi informazione sui prodotti a base di CBD e Cannabinoidi contattaci qui!

Fonti

Gamble L-J, Boesch JM, Frye CW, Schwark WS, Mann S, Wolfe L, Brown H, Berthelsen ES and Wakshlag JJ (2018) Pharmacokinetics, Safety, and Clinical Efficacy of Cannabidiol Treatment in Osteoarthritic Dogs. Front. Vet. Sci. 5:165. doi: 10.3389/fvets.2018.00165

Cabral GA, Griffin-Thomas L. Emerging role of the cannabinoid receptor CB2 in immune regulation: therapeutic prospects for neuroinflammation. Expert Rev Mol Med. (2009) 11:e3. doi: 10.1017/S1462399409000957

Campora L, Miragliotta V, Ricci E, Cristino L, Di Marzo V, Albanese F, et al. Cannabinoid receptor type 1 and 2 expression in the skin of healthy dogs and dogs with atopic dermatitis. Am J Vet Res. (2012) 73:988–95. doi: 10.2460/ajvr.73.7.988

Conzemius mg, Evans RB. Caregiver placebo effect for dogs with lameness from osteoarthritis. J Am Vet Med Assoc. (2012) 241:1314–9. doi: 10.2460/javma.241.10.1314

Brown DC, Boston RC, Coyne JC, Farrar JT. Ability of the canine brief pain inventory to detect response to treatment in dogs with osteoarthritis. J Am Vet Med Assoc. (2008) 233:1278–83. doi: 10.2460/javma.233.8.1278

Olio CBD ad uso Veterinario

Cani e gatti che guardano la scritta 'CBD'

Il CBD ad uso veterinario è sempre di più sotto i riflettori per le sue enormi potenzialità terapeutiche. Questa molecola naturalmente presente nella pianta di Cannabis, fa parte della famiglia dei cannabinoidi assieme al “famoso” THC (molecola psicotropa), THCV, CBG, CBN, CBV e tanti altri. 

CBD ad uso veterinario

1- CBD di grado farmaceutico con obbligo di prescrizione medica

Il CBD è un componente non psicoattivo della cannabis, che attraverso processi di estrazione permette di ottenere dei cristalli puri al 99,5%, chiamato CBD puro o di grado farmaceutico.

Si tratta di CBD di altissima qualità che lo rende idoneo ad essere utilizzato per la produzione di farmaci galenici.

La grande importanza che il CBD (Cannabidiolo) sta assumendo da un punto di vista terapeutico è dovuta principalmente a due motivi: 

  • Da un punto di vista farmacologico ha numerose applicazioni cliniche anche per la sua mancanza di effetti psicotropi (a differenza del THC);
  • Da un punto di vista normativo non segue l’iter burocratico prescrittivo delle infiorescenze di cannabis, e non essendo uno stupefacente è sufficiente redigere una REV.

2- CBD da Canapa light

L’utilizzo della canapa light (CBD Oil) rappresenta oggi un fenomeno in continua e rapida crescita. Nonostante i preconcetti e il fatto che non sia ancora un mercato regolamentato in Italia, moltissimi veterinari stessi ne stanno suggerendo l’uso in maniera sempre più frequente, chiaramente con dosaggi mirati e monitorati.

Le innumerevoli virtù terapeutiche del CBD, e della Cannabis in generale, possono rivelarsi particolarmente utili nel trattamento di animali anziani o colpiti da patologie, e grazie alle sue componenti terapeutiche donano sollievo da dolore, permettono all’animale di riposare meglio, acquisire maggiore mobilità e ricominciare ad avere l’appetito di un tempo.

Non solo, anche animali giovani con disturbi di tipo comportamentale (aggressività, ansia da trauma, paura dell’abbandono, depressione, etc..) hanno trovato grande beneficio nelle terapie a base di CBD.

Come agisce il CBD?

Il CBD esplica la sua azione farmacologica legandosi ai recettori del sistema endocannabinoide (CB1 e CB2) ma anche andando ad interagire con enzimi che indirettamente sono coinvolti nella cascata di traduzione del segnale del sistema endocannabinoide. 

Doug Kramer, veterinario di Los Angeles, è considerato uno dei pionieri assoluti dell’utilizzo dell’olio di CBD per cani e gatti, poiché stano di praticare l’eutanasia su animali domestici particolarmente sfortunati nei processi di invecchiamento, ha ricercato una soluzione alternativa naturale che li migliorasse la vita e potesse salvarli garantendoli una sopravvivenza quantomeno tranquilla e senza dolore.

Sulla sua scia, moltissimi veterinari in tutto il mondo hanno iniziato a utilizzarlo riscontrando risultati strepitosi con il solo utilizzo del CBD oil, che è appunto un alternativa totalmente naturale e poco invasiva.

Secondo studi accreditati in letteratura scientifica, il CBD agisce come: 

  • antiossidante
  • antinfiammatorio
  • antiemetico
  • ansiolitico
  • anticonvulsivante ed antipsicotico
  • antidolorifico
  • antiartrosico

Perché somministrare l’olio di CBD ai nostri animali?

Oltre ai sorprendenti effetti terapeutici sopra elencati, l’Olio di CBD Full Spectrum (Scopri di più su cosa significa Full Spectrum) è anche un valido integratore alimentare poiché ricco di Omega 3, Omega 6 ed una miniera naturale di vitamine e sali minerali.

Queste sue componenti lo rendono un potente antiossidante ed aiutano dunque a prevenire lo stress ossidativo e ritardare i processi di invecchiamento.

Il CBD è un immunoregolatore, dunque si è rivelato efficace nel rinforzare le difese immunitarie.

La sua funzione antinfiammatoria inoltre lo rende un’ottima alternativa nel trattamento di traumi locali, arrossamenti, lesioni e irritazioni (Scopri di più sul CBD e la dermatite degli animali); questo va a sommarsi con la sua azione antidolorifica, che contribuisce a rendere tale terapia una valida alleata nell’alleviare e lenire il dolore cronico.

E’ sicuro somministrare CBD agli animali?

E’ lecito chiedersi se tale terapia innovativa sia davvero sicura per la salute dei nostri amici pelosi.

Il database di PubMed conta oggi tantissimi articoli e studi che evidenziano i concreti benefici e vantaggi della somministrazione di Oli a base di CBD sui nostri amici animali.

Esattamente come l’uomo, anche gli animali sono dotati di un Sistema Endocannabinoide, composto da una fitta rete di recettori CB1 e CB2 sparsi in tutto il corpo.

Diversi studi stanno confermando che quando viene a verificarsi uno squilibrio all’interno del Sistema Endocannabinoide iniziano a presentarsi una serie di complicazioni e patologie, questo vale sia per l’uomo che per gli animali.

Come affermato all’inizio dell’articolo, il mercato della Canapa light in Italian non è un mercato ad oggi regolato; dunque non vi è alcuna protezione e garanzia per il consumatore in termini di effettiva qualità e provenienza del CBD utilizzato e delle metodiche di estrazione.

E’ importante dunque farsi consigliare dal medico e scegliere prodotti di aziende serie e con esperienza nel mondo della cannabis terapeutica.

Menopausa: Amore e Benessere

Coppia adulta che si abbraccia felice

“La menopausa è il periodo dorato dell’amore.”

Alda Merini, La vita facile, 1992

Questa bellissima frase di Alda Merini contiene una verità che sicuramente molte di noi non riescono bene a cogliere proprio perché alle prese con i fastidiosi sintomi che compiano durante la menopausa, e che non riguardano solo sbalzi d’umore e vampate di caldo, ma anche i cambiamenti fisici e sessuali che essa comporta.

Infatti, se anche voi leggendo la citazione di Alda Merini vi siete chieste se ci fosse stato un errore di battitura perché vi sembra impossibile che la menopausa possa davvero essere il periodo d’oro dell’amore, allora quest’articolo potrebbe fare al caso vostro.

Perché e come si verifica la menopausa?

La donna durante l’età fertile produce ormoni estrogenici ed i progestinici, che regolano il ciclo mestruale, il metabolismo, la sfera psicologica e sessuale.

Con il passare del tempo i follicoli ovarici riducono la produzione di ormoni, e questo comporta un complesso periodo per la donna, chiamato menopausa, che porta ad una serie di cambiamenti fisici, metabolici, psichici e sessuali.

La menopausa è una condizione fisiologica che può manifestarsi in maniera totalmente differente da una donna all’altra; molti studi hanno rivelato che la variabilità nella sintomatologia è dovuta a molti fattori di tipo sociale, familiare ed è direttamente legato allo stile di vita della donna. Tuttavia, la costante riduzione ormonale cambia e regola i sintomi nel corso del tempo, e i sintomi più ricorrenti sono:

  • Ansia
  • Irritabilità
  • Nervosismo
  • Vampate di calore
  • Depressione
  • Insonnia
  • Riduzione del desiderio sessuale
  • Secchezza Vaginale
  • Aumento di peso
  • Osteoporosi

Ad oggi esistono tantissime soluzioni in commercio che aiutano contro i fastidi della menopausa. In caso di sintomi lievi e gestibili terapie a base di fitoterapici naturali possono essere un primo approccio volto a mantenere una condizione di benessere. Spesso però, come ci capita di vedere, le donne si rivolgono a specialisti troppo tardi quando i sintomi sono diventati insostenibili per via degli squilibri ormonali che sono aumentati nel tempo. In caso di sintomi importati un’alternativa efficace  è quella di andare a compensare direttamente il bilancio ormonale.

Terapie Naturali a base di fitoterapici

Fitoestrogeni: preparati con estratti secchi fitoterapici in grado di simulare l’azione degli estrogeni, formulato con Cimicifuga, Agnocasto, Isoflavoni di Soya e Trifoglio rosso. Questi estratti fitoterapici vengono prescritti in caso di depressione, vampate di calore e riduzione del desiderio sessuale.

Fitoprogestinici: preparati con estratti secchi fitoterapici in grado di simulare l’azione dei progestinici, formulato con Dioscorea e Tocoferolo Acetato. Preparato di riferimento per forme di menopausa caratterizzate da ansia, irritabilità, nervosismo e controllo del metabolismo.

Terapie Ormonali a base di Ormoni Bio-Identici

La terapia ormonale è un trattamento farmacologico, in cui medici e centri specialistici prescrivono ormoni e molecole bio-similari. Questa strategia terapeutica è spesso raccomandata in quanto diminuisce i sintomi della menopausa riequilibrando l’assetto ormonale.

Gli Ormoni Bio-Identici sono molecole identiche agli ormoni naturalmente prodotti dal nostro organismo; l’obiettivo della terapia ormonale sostitutiva con ormoni bio-identici è quello di alleviare i sintomi causati dalla diminuzione nella produzione di ormoni da parte dell’individuo e ridurre l’incidenza di malattie legale agli squilibri ormonali, cercando di mantenere un equilibrio raggiungendo i normali processi naturali del corpo. I principali ormoni utilizzati sono:

  • Estradiolo
  • Estriolo
  • Progesterone
  • Estrone
  • Tamoxifene
  • Ciproterone
  • Testosterone
  • DHEA

Proprio come avviene quando il ciclo mestruale ha inizio, la sua fine viene vissuta da ciascuna donna con caratteristiche che si ripetono in modo universale ma che sono allo stesso tempo fortemente individuali. La terapia ormonale rappresenta una valida alleata nell’affrontare al meglio questa fase della vita, tuttavia deve essere discussa e valutata con il medico di fiducia, che oggi ha uno strumento in più per il benessere dei suoi pazienti. I nostri consulenti sono a disposizione per qualsiasi confronto.

La Tiroide e i suoi disturbi

tiroide con problemi

Cos’è la Tiroide?

La tiroide è una piccola ghiandola endocrina a forma di farfalla, così piccola ma così fondamentale per il nostro benessere.

La tiroide può essere paragonata a una fabbrica di ormoni, attraverso la quale vengono controllate moltissime funzioni del nostro corpo, in particolare:

  • La respirazione
  • Il battito cardiaco 
  • La temperatura corporea 
  • Lo sviluppo del sistema nervoso centrale 
  • L’accrescimento corporeo 

Disturbi della Tiroide

Le malattie a carico della tiroide toccano il 20% della popolazione italiana, e tra quelle più frequenti troviamo l’Ipotiroidismo; questa patologia è caratterizzata da una scarsa od assente funzionalità della tiroide, e può causare una serie di problemi.

L’Ipotiroidismo, è la condizione per cui la tiroide non è in grado di produrre una quantità adeguata di ormoni tiroidei per soddisfare le richieste fisiologiche dell’organismo. Con l’aumentare degli anni la produzione ormonale cala, e dopo i 30 anni gli ormoni tiroidei, T3 e T4, si riducono circa del 20-25%.

Squilibri degli ormoni tiroidei si manifestano con

  • Stanchezza
  • Perdita della memoria
  • Depressione e irritabilità, sopratutto al mattino
  • Difficoltà di concentrazione e apatia
  • Capelli secchi e fragili
  • Pelle secca
  • Colorito pallido/giallastro
  • Addome gonfio
  • Mani e piedi freddi

Generalmente parlando, per il corretto funzionamento della tiroide è essenziale lo iodio, la cui carenza può causa il così detto gozzo (aumento di volume della tiroide che si presenta con un rigonfiamento del collo); buone fonti di iodio sono le alghe, il pesce di acque profonde, l’aglio, le bietole e i fagioli di soia; tuttavia, la quantità assunta con gli alimenti spesso non è sufficiente a garantirne l’adeguato apporto giornaliero.

Terapie per i disturbi della Tiroide

Gli approcci nei confronti di questa patologia sono innumerevoli, dall’utilizzo di prodotti commerciali all’utilizzo di prodotti personalizzati. Dipende sempre dalla scelta del medico dopo la valutazione del singolo caso clinico.

Vediamo quindi quali sono i prodotti personalizzati per trattare questa patologia.

Trattamenti disponibili

Chiaramente, è sempre il medico specialista a individuare insieme al paziente quale sia il migliore trattamento in relazione agli esami del sangue e alla sintomatologia riportata. Gli approcci possono essere molteplici:

  • Prodotti commerciali a base di T4
  • Dosaggi personalizzati di tiroide secca 
  • Prodotti commerciali a base di T3 e T4
  • Dosaggi personalizzati di T3 e T4
  • Integrazione con prodotti a base di Iodio
  • Correzione della terapia alimentare

Tiroide secca: il prodotto personalizzato

Spesso ci viene richiesto di reperire prodotti esteri come Nature Throid o Armour Thyroid. Ciò non è possibile, ma la soluzione c’è. Reperendo direttamente la tiroide secca come materia prima, siamo in grado di allestire preparati personalizzati a base di questo composto.

La tiroide secca è un estratto di origine animale che contiene diversi ormoni tiroidei come il T1, T2, T3 e T4; proprio per questo motivo viene utilizzato a dosaggi personalizzati. In Italia non esiste un prodotto commerciale che contenga questo composto e quindi viene preparato dal laboratorio secondo quando prescritto dal medico.

La tiroide secca è titolata in T3 e T4. Ovvero ogni mg di tiroide secca corrisponde esattamente a un determinato quantitativo di T3 e T4. Sapendo questo, il medico è in grado di conoscere esattamente i quantitativi di ormoni tiroidei assunti dal suo paziente.

T3 e T4 a dosaggi personalizzati

Esistono prodotti presenti in commercio a base di questi due principi attivi; negli ultimi mesi sono spesso mancanti. Quando ciò accade una soluzione è quella di valutare assieme al proprio medico la terapia personalizzata.

Acquistando direttamente i principi attivi puri di grado farmaceutico, in laboratorio siamo in grado di allestire terapie personalizzate a base di queste due molecole.

Fibromialgia: La voce di una paziente

donna che prova dolore dovuto alla Fibromialgia

‘Fibromialgia? Vi dice qualcosa? perché a me fino ad una decina di anni fa non mi diceva proprio niente! Poi è stato il mio corpo a dirmi tanto…tanto dolore da non poterne più, da perdere il sonno, da perdere la voglia di fare qualsiasi cosa e  a volte da spegnermi il sorriso.

Mi cominciai a sentire strana, diversa, mi fecero sentire pazza, depressa o ansiosa o semplicamente sfortunata finché non incontrai il medico che mi fece quella “strana” diagnosi: fibromialgia. Sulla carta non faceva paura come nella vita, “che nome stupido, pensai, per una sindrome che mi fa stare così male“! E adesso che faccio? Perchè questa sindrome male ti fa stare, e tanto! Oltre i dolori articolari devastanti, l’insonnia perenne, devi combattere ogni giorno con sintomi sudboli di una malattia che ha tantissime sfaccettature e che spesso portano a confondere il tuo stato fisico con quello psicologico mettendoti ancora di più in uno stato di confusione. Trovando sulla strada chi pensa che tu sei “solo” una depressa o ansiosa e che la fibromialgia non esista e quindi ti imbottiscono di farmaci che spesso non ti risolvono il problema ma ti tolgono solo la voglia di vivere che hai sempre avuto. Iter lunghissimi, di studi medici in studi medici, incontrando chi ti ascolta e chi ti prende solo per pazza, chi tenta di curarti con fantasiose terapie e chi ti imbottisce di psicofarmaci devastandoti ancor di più.

La fibromialgia è una malattia che diventa sociale perchè coinvolge anche la nostra famiglia, e spesso mi sento in colpa con i miei famigliari per non riuscire a fare più tante cose e per questo il circolo vizioso rende tutto ancora più terribile. Anni fa mi misi alla ricerca di terapie alternative che mi potessero aiutare, iniziai con le terme seguite da fisioterapisti e reumatologi che considerano la fibromialgia come malattia non da “curare”, perchè cura non esiste, ma da trattare per avere una vita più sopportabile, e da tempo utilizzo, seguita da alcuni medici la cannabis terapeutica. Non posso dire di essere guarita, perchè non si guarisce, ma la qualità di vita è migliorata, riesco a dormire di nuovo, a controllare il dolore e rendere la mia vita vivibile. Per alcuni potrà non sembrare tanto, per me è tutto.’

Queste sono le parole di Elisabetta, che ci aiuta a capire come la fibromialgia, una patologia ad oggi ancora non del tutto conosciuta, possa essere debilitante per la vita del paziente. E’ nota anche come ‘MALATTIA INVISIBILE’ perché nonostante non influisca sugli organi, non possa essere rivelata con i raggi X, negli esami del sangue o percepita da occhi estranei, coloro che la vivono si ritrovano a dover quotidianamente convivere con il dolore cronico.

Cannabis e sintomi della fibromialgia

Sempre più studi stanno dimostrando un’efficacia importante dei preparati a base di cannabinoidi nel trattamento dei numerosi sintomi che accompagnano questa patologia.

Depressione, dolori generalizzati, cefalea ed estrema sensibilità al tatto sono solo alcuni dei tanti sintomi che accompagnano i tanti pazienti affetti da fibromialgia. I preparati a base di cannabis contenendo principi attivi come THC e CBD vanno a stimolare i recettori CB1 e CB2 del sistema endocannabinoide mitigando questa sintomatologia. La stimolazione di questi recettori regolerebbe il rilascio di neurotrasmettitori quali dopamina e glutammato, responsabili anche della sintomatologia algica.

Spesso viene prescritta una formulazione oleosa di Cannabis contenete sia THC sia CBD che garantisce una più duratura copertura e una minore insorgenza della sintomatologia. C’è ancora tanto da scoprire, ma in molti casi clinici vediamo come questa terapia faccia tornare i pazienti a riappropriarsi della loro vita.

Gli studi scientifici su cannabis e fibromialgia

In uno studio di revisione retrospettiva del 2018 pubblicato sul Journal of Clinical Rheumatology il coautore Dr. George Habib ha anche scoperto che la cannabis medica era un efficace trattamento alternativo per la fibromialgia.

In un altro studio pubblicato all’inizio del 2019 su Pain la cannabis standardizzata di grado farmaceutico con un alto contenuto di tetraidrocannabinolo (THC) si è rivelata efficace nel trattamento del dolore muscolo-scheletrico causato dalla fibromialgia.

“I nostri dati indicano che la cannabis medica potrebbe essere un’opzione terapeutica promettente per il trattamento della fibromialgia, in particolare per coloro che hanno fallito le terapie farmacologiche standard. Dimostriamo che la cannabis terapeutica è efficace e sicura se titolata lentamente e gradualmente ”, ha concluso un altro studio, pubblicato a giugno 2019 sul Journal of Clinical Medicine.

Nel febbraio del 2020 i ricercatori dell’Unità di Reumatologia dell’Ospedale Universitario Luigi Sacco di Milano, hanno pubblicato uno studio condotto su 102 pazienti affetti da fibromialgia, dei quali 66 hanno continuato il trattamento per il periodo di 6 mesi. I risultati pubblicati su Clinical and Experimental Rheumatology hanno mostrato un significativo miglioramento clinico della qualità del sonno (44% dei pazienti), miglioramenti moderati nell’ ansia (42,4%) e nella depressione (50%). Per quanto riguarda il dolore, lo studio ha mostrato che 31 dei 66 (47%) partecipanti hanno ridotto o cessato i trattamenti analgesici.

A novembre 2020, invece, uno studio clinico brasiliano pubblicato su Pain Medicine ha confermato l’efficacia della cannabis nel trattamento della fibromialgia. “L’impatto dell’intervento sulla qualità della vita nei partecipanti al gruppo trattato con cannabis era evidente, riportando maggior benessere e più energia per le attività della vita quotidiana. Anche gli attacchi di dolore sono stati ridotti, hanno scritto i ricercatori.

 

Affaticamento surrenale: le possibili alternative al Cortisone

Pilloliera contenente alternative al cortisone

La ricerca di alternative al cortisone è molto frequente. Questa molecola è il precursore di uno degli ormoni più importanti del nostro corpo: il Cortisolo. Per capire perché in alcune situazioni il cortisone o suoi analoghi sono importanti da integrare, capiamo come funzionano le ghiandole che producono il cortisolo: le ghiandole surrenali.

Le ghiandole surrenali: quando si attivano?

Le ghiandole surrenali sono situate al di sopra dei reni e fanno parte del sistema endocrino. Sono coinvolte nella produzione di molti ormoni che regolano funzioni fisiologiche, molte delle quali essenziali per la vita.

Queste ghiandole svolgono un ruolo importante soprattutto nella risposta allo stress. Quando il cervello registra una minaccia (fisica o mentale), il surrene rilascia ormoni in risposta a questo “pericolo”. Questo meccanismo è alla base dell’istinto di sopravvivenza (“combatti o fuggi”).

La risposta agli stimoli di stress acuto si traducono in una liberazione di catecolamine (adrenalina e noradrenalina), mentre in risposta a situazioni di stress cronico le surrenali rilasciano cortisolo.

In condizioni fisiologiche una moderata quantità di stress è positiva al fine di mantenere in buona attività le ghiandole surrenali che stimolano la nostra reattività e prontezza; ma quando lo stress diventa eccessivo e prolungato nel tempo (soprattutto a causa dei ritmi frenetici che la vita moderna impone) le surrenali vanno incontro ad affaticamento. Continuando a produrre cortisolo, infatti si rischia ad arrivare ad un punto in cui non sono più in grado di produrlo e questo causa fenomeni di malessere fisico e mentale importanti nell’individuo.

Quali sono i principali fattori che portano ad affaticamento surrenale?

Possiamo suddividere le cause in fattori che predispongono ad una stanchezza surrenale e fattori che ne scatenano la comparsa.

Tra i fattori predisponenti sicuramente troviamo:

  • Situazioni familiari stressanti 
  • Lavoro stressante
  • Abuso di alcool o droghe
  • Ipotiroidismo subclinico 
  • Angosce quotidiane difficili da gestire
  • Futuro incerto e preoccupazioni inerenti ad esso

I fattori che generano una vera e propria comparsa di sintomi legati ad un affaticamento surrenale sono:

  • Gravi lutti
  • Perdita del lavoro
  • Stravolgimento improvviso della propria vita (cambio città, traslochi …)
  • Traumi ed incidenti
  • Interventi chirurgici o gravi problemi di salute

Quali sono i sintomi legati alla stanchezza surrenale?

La stanchezza surrenale è molto difficile da diagnosticare proprio perché i suoi sintomi sono riconducibili a molte altre patologie (es. Ipotiroidismo). Di seguito un’indicazione dei disturbi più frequentemente causati da questa condizione patologica:

  • Stanchezza cronica (mancanza di energia soprattutto fino a metà mattina e nelle prime ore del pomeriggio)
  • Disturbi del sonno
  • Difficoltà ad alzarsi al mattino (nonostante un adeguato numero di ore di sonno)
  • Perdita di concentrazione e memoria
  • Perdita di capelli
  • Calo della libido sessuale
  • Irritabilità
  • Depressione, stati d’ansia e palpitazioni
  • Perdita di massa muscolare o ossea
  • Aumento di peso
  • Temperatura corporea bassa e particolare sofferenza del freddo
  • Desiderio forte di sale o cibi salati
  • I sintomi peggiorano se si salta un pasto, mentre c’è un miglioramento rapido ma di breve durata dopo aver mangiato
  • “Dipendenza” da sostanze energizzanti e toniche (es caffè, zucchero)

Soluzioni per un eccessivo stato di stanchezza surrenale

Trovare la causa dello stress intenso e prolungato ed eliminarla sappiamo tutti che è facile a dirsi ma difficile a farsi. 

Le terapie volte a migliorare la sintomatologia della stanchezza surrenalica vanno da integratori stimolanti ed adattogeni come la rodiola, il gingko e l’eleuterococco a prodotti più specifici come l’estratto della corteccia surrenale e in situazioni più importanti il cortisolo bioidentico. Deve sempre essere il medico a valutare e consigliare la soluzione più adatta per il proprio paziente.

Estratto di corteccia surrenale

Questo composto è un estratto di origine animale che il laboratorio gestisce come materia pura. In relazione a quanto prescritto dal medico verranno prodotti i preparati a dosaggi personalizzati contenenti questo estratto. I componenti contenuti in questo estratto vanno a ripristinare la fisiologica funzionalità delle ghiandole surrenali.

Bibliografia

  • -Michael Lam, MD – Adrenal Fatigue Syndrome – Adrenal Institute Press, 2012
  • -Journal of Endocrinology & Metabolism
  • -Journal of international medical research

Sindrome Premestruale: Come vivere l’arrivo del ciclo serenamente

ragazza che soffre perché sta per arrivare il ciclo

Cos’è la Sindrome Premestruale?

La sindrome premestruale è uno stato fisiologico, che subentra nel periodo tra l’ovulazione e le mestruazioni, è il momento in cui l’organismo si prepara alle mestruazioni ed avviene circa una settimana prima.

La sindrome premestruale, così come la menopausa, non sono una patologia, ovvero una malattia, ma una condizione fisiologica che causa a molte donne forte malessere accompagnato da sintomi talvolta invalidanti.

La singolarità e l’intensità della sindrome premestruale varia da donna a donna, e spesso questa condizione è legata a fattori fisici ed ambientali. Si è visto che periodi di forte stress personale e tensione sembrano aumentare ed intensificare la sintomatologia, arrivando a volte a essere quasi insopportabile.

Sintomi fisici

  • Tensione mammaria
  • Sensazione di gonfiore diffuso
  • Cefalea
  • Acne
  • Disturbi dell’appetito
  • Costipazione o diarrea
  • Dolori muscolari e/o alla schiena
  • Aggravamento di asma, rinite
  • Aumento di peso
  • Nausea

Sintomi psichici:

  • Irritabilità e variabilità dell’umore
  • Depressione
  • Diminuzione/aumento della libido
  • Astenia
  • Difficoltà di concentrazione
  • Livello di sopportazione diminuito/ azzerato
  • Disturbi del sonno

Cure e Rimedi

Essendo uno stato di profondo malessere, ed in alcuni casi invalidante, i rimedi sono molteplici e sono tutti legati alla riduzione del dolore e dello stato dell’infiammazione generalizzato.

Si può ricorrere a rimedi naturali, formulati da soli o in associazione, a base di estratti con azione antispasmodica, antinfiammatoria ed fito-ormonale come:

  • Melissa (Melissa officinalis), proprietà rilassanti, ansiolitiche, antidepressive, antiossidanti ed antinfiammatorie.
  • Finocchio (Foeniculum vulgare) proprietà antispastiche, procinetiche, carminative.
  • Camomilla (Chamomilla recutita) proprietà spasmolitiche, antinfiammatorie, ansiolitiche.
  • Griffonia (Griffonia simplicifolia), particolarmente indicata per mantenere costanti i livelli di serotonina

Oppure, sotto consiglio e prescrizione medica, allestiamo nel nostro laboratorio anche terapie farmacologiche ormonali sostitutive o biosimilari atte a ridurre l’intensità dei sintomi nel caso siano causati da una ridotta o eccessiva sintesi ormonale.

Cali e fluttuazioni ormonali, che sono molto comuni e colpiscono tante donne, sono spesso la causa della sindrome premestruale, della peri-menopausa e della menopausa. Il problema è che molti medici non lo sanno o sottovalutano l’importanza dell’equilibrio ormonale.

Una carenza di progesterone e ormoni sessuali si traduce spesso e volentieri nella donna in una sindrome premestruale accentuata, mestruazioni irregolari, irritabilità e sbalzi d’ umore, depressione ed ansia, insonnia, stanchezza, mal di testa, diminuzione del desiderio sessuale etc.