CBD: Le 6 Domande più Frequenti

cbd 6 domande più frequenti

Il CBD è uno dei tanti cannabinoidi presenti nella pianta di cannabis. Negli ultimi anni ha subito una forte esposizione mediatica e suscitato grande interesse nella comunità scientifica per via delle sue molteplici proprietà terapeutiche e numerosi ambiti di applicazione.

Il CBD agisce come rilassante, dunque indicato in tutte quelle condizioni di ansia e stress, insonnia e tensioni/dolori muscolari; ma anche come anti-infiammatorio e analgesico, dunque utilizzato per contrastare il dolore cronico, l’infiammazione e modulare il decorso di determinate patologie auto-immuni (es. psoriasi, dermatite).

Scopriamo oggi quali sono le domande più comuni che spesso ci vengono fatte:

1.Il CBD sballa?

No, il CBD non sballa. A differenza del THC, il CBD non passa la barriera
e quindi non altera la percezione della realtà nelle persone che lo assumono. Il CBD è dotato di grandi capacità officinali, e proprio per questo ha attirato da ormai diversi anni l’interesse diffuso della comunità scientifica.

2.Il CBD crea dipendenza?

Nel Marzo 2018 l’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblica un report sullo stato attuale delle ricerche condotte sul cannabidiolo (CBD).
Nel report l’OMS evidenzia come il CBD non provochi effetti collaterali sulla salute mentale e non induca a dipendenza. Le attuali scoperte, anzi, indicano chiaramente la sua potenzialità terapeutica risultando una molecola sicura e ben tollerata negli esseri umani e animali.

3.Ma la cannabis non è illegale?

Quando si parla di CBD e terapie a base di cannabis terapeutica è opportuno fare chiarezza e saperle distinguerle correttamente.

Quando si parla di cannabis terapeutica ci si riferisce ad infiorescienze prescritte dal medico che contengono percentuali variabili di THC (a seconda della varietà).
Gli oli di CBD invece contengono anche loro tutto il fitocomplesso ma la percentuale di THC è al di sotto dei limiti consentiti dalla legge (<0,5%).

Dal 2013 tutti i medici iscritti all’albo possono prescriverla per patologie per cui vi sia evidenza scientifica. Lo stesso vale in ambito veterinario, dal 2013 tutti i pazienti a 4 zampe possono accedere a terapie a base di fitocannabinoidi

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4.Il CBD per animali cos’ha di diverso?

L’olio di CBD e di cannabis che viene utilizzato per le terapie per gli animali, viene preparato con le stesse varietà e alla stessa identica maniera di quelli che vengono utilizzate per le persone. Con gli animali di solito si parte sempre da un dosaggio più basso per monitorarne la risposta, ma i principi attivi sono li stessi.
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5.Più la percentuale è alta più fa bene?

Solitamente è possibile trovare oli di CBD di diverse percentuali che vanno dal 5% al 20%. Esistono in commercio percentuali anche più elevate, ma è giusto prestare attenzione per due motivi. Prima fra tutto il CBD è uno dei cannabinoidi più difficili da mantenere stabili durante la coltivazione; secondariamente è molto improbabile che riescano a crescere varietà con una percentuale di CBD così elevata, specialmente se con THC basso. Per raggiungere quell’alta concentrazione di CBD è più probabile che vengano aggiunti cristalli isolati e che si rischi di perdere i benefici dell’Effetto Entourage.

Un CBD al 15% è solo 3 volte più concentrato di uno al 5%.
L’ideale è di partire sempre da una percentuale bassa per poi aumentare gradatamente e trovare la dose utile minima che cambia da persona a persona, e in base alle diverse necessità.

6.Non ci sono studi sull’effetto della cannabis e del CBD

Ci sorprende leggere ancora messaggi di pazienti che ci scrivono: ‘ho chiesto al mio medico informazioni sull’olio di CBD e mi ha risposto che fumarsi gli spinelli non è una soluzione’.
Esistono oggi una quantità di studi incredibile sulla cannabis, e ogni giorno brillanti studiosi in tutto il mondo pubblicano report dove vengono evidenziate le qualità mediche della cannabis in varie patologie. Ricordiamoci che il sistema endocannabinoide è presente in tutto il nostro corpo e quindi la cannabis può agire in vari organi.

 

Cambio di stagione e dolori articolari

dolori articolari e cambi di stagione

È vero che durante i cambi di stagione i dolori articolari sono più presenti del solito, o sono soltanto leggende e voci di corridoio?

Nonostante non sia mai stato confermato dalla comunità scientifica, secondo molti studi esiste un legame diretto tra i cambiamenti climatici e i dolori articolari di cui soffrono molte persone.

Nelle giornate fredde e piovose molte persone lamentano di sentire le proprie articolazioni più rigide e doloranti, ma perché?

Dolori e cambi di stagione

L’acutizzarsi dei dolori in concomitanza con le variazioni climatiche colpiscono principalmente le zone del corpo più deboli, come la schiena o il tratto cervicale, le ginocchia, ma anche vecchi interventi chirurgici, ernie e cicatrici.

Secondo lo studio effettuato dal professore Robert Jamison della Harvard Medical School, esiste un legame diretto tra i cambiamenti climatici e i dolori articolari di cui soffrono diverse persone, basato su motivazioni biologiche. Infatti, quando la pressione barometrica cala e arriva il mal di tempo, questo calo influisce sulla pressione sanguigna che eserciterebbe una forza inusuale sulle articolazioni, ed è proprio per questo motivo che pioggia, umidità, e sbalzi di temperatura e pressione determinano un fastidioso aumento dei sintomi.

Si è notato che l’effetto sarebbe più forte nei punti già colpiti da qualche trauma o patologia, mentre tra i tessuti ‘sani’ permane un buon equilibrio tra i liquidi intra e extra cellulari, e questo evita la comparsa di dolore in persone che non presentano traumi o complicazioni articolari.

In ambito ortopedico sono numerose le patologie che risentono notevolmente di questi cambiamenti climatici, ad esempio:

  • Fibromialgia: si presenta con un dolore muscolare e nelle strutture connettivali fibrose (legamenti e tendini). Il dolore muscolo-scheletrico peggiora sensibilmente con il freddo e il clima umido, mentre il caldo e i periodi di vacanza apportano un miglioramento.
  • Artrite reumatoide: con questo termine si indica un’infiammazione delle articolazioni che provoca dolori, gonfiori, rigidità degli arti e difficoltà di movimento. E’ progressiva, quindi tende a diventare cronica e colpisce le articolazioni mobili del corpo. Studi recenti hanno evidenziato l’esistenza di una correlazione tra variazioni climatiche improvvise e peggioramento dei sintomi dell’artrite reumatoide, ma i colpevoli non sono tanto il freddo e l’umidità, quanto gli sbalzi di pressione atmosferica. Pertanto, vanno evitati i passaggi repentini da un clima secco ad uno umido, l’esposizione diretta al sole e ad altre fonti di calore, che potrebbero aggravare l’infiammazione delle articolazioni e facilitare la comparsa di reazioni cutanee causate dai farmaci (Scopri di più sull’artrite).
  • Osteoartrite: è la forma più comune di artrite, caratterizzata dalla degenerazione della cartilagine articolare. Anche in questo caso sbalzi di pressione sono da evitare in quanto peggiorano la sensazione di dolore associato.
  • Lombalgia: comunemente chiamato mal di schiena. Secondo molti pazienti i cambiamenti delle condizioni atmosferiche sarebbero tra i fattori che scatenano i dolori muscolo-scheletrici alla schiena, che aumenterebbero nei giorni più freddi o in cui la pressione barometrica precipita (es. cielo coperto e temporale).
  • Traumi articolari, cicatrici e/o vecchie fratture: anche i classici acciacchi sembrano risentire dei cambi atmosferici, intensificando le sensazioni di dolore provate in corrispondenza dell’articolazione interessata. Le ginocchia e le spalle sono tra le articolazioni più sollecitate e risultano più rigide e doloranti specialmente nei cambi stagionali.

Come prevenire i dolori causati da cambi stagionali?

Non ci stancheremo mai di dirlo ma alimentazione, attività fisica e uno stile di vita salutare con una giusta integrazione sono alla base di una buona prevenzione per quanto riguarda molte patologie.

  1. Alimentazione: Cibi grassi, altamente processati e pesanti rischiano di aumentare le infiammazioni a carico del nostro organismo, e dunque aggravare le condizioni fisiche della persona. Uno studio americano del 2015 ha dimostrato una correlazione tra una dieta principalmente a base di frutta, verdura, legumi e cereali, e una significativa riduzione del dolore nei pazienti affetti da osteoartrite. In particolare la dieta prevedeva
    → Un elevato consumo di cereali grezzi, legumi, frutta e verdura
    → Una moderazione di alcol e vino
    → Un moderato consumo di pesce e carne bianca
    → Un basso apporto di formaggi, latte, carni rosse, insaccati e latte (Il latte fa male alle articolazioni? Scoprilo qui)
    → Un consumo solo occasionale di dolci e bevande zuccherate.

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  1. Stretching e allenamento di forza: chiaramente in base alle capacità di ciascun individuo, sono utili per ridurre i liquidi extracellulari, e di conseguenza particolarmente indicati quando il dolore si irradia in una parte specifica del corpo.
  2. CBD (Cannabidiolo): Questa molecola è studiata in maniera approfondita da diversi anni ormai proprio per le sue proprietà anti-infiammatorie e mio-rilassanti. È ampliamente utilizzata e prescritta da medici per migliorare la qualità della vita dei propri pazienti.

Che il dolore sia di lieve entità o molto fastidioso sicuramente integrare e stimolare il sistema endocannabinoide durante i cambi di stagione aiuterà il fisico ad affrontare al meglio ogni cambiamento (Scopri di più sul CBD)

  1. Omega-3: Proprio perché gli omega-3 combattono l’infiammazione può essere molto utile integrare duranti i cambi di stagione questi aminoacidi essenziali che lubrificano le nostre cellule e garantiscono il buon funzionamento del nostro corpo. Inoltre diversi studi hanno evidenziato come gli omega-3 riducano la rigidità articolare e ne limitino il dolore e gonfiore. Un recente studio iraniano condotto su 60 pazienti affetti da artrite reumatoide ha dimostrato che integrando la dieta quotidiana di omega3 contenuti nel pesce aiuta e riduce la necessità di ricorrere a farmaci antinfiammatori (Scopri di più sugli omega-3)

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Artrite e Artrosi: differenze e possibili terapie

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Sebbene con il nome artrite si indichino più di 200 patologie, molti di questi rientrano in due categorie: artrosi e artrite.

Nonostante entrambe colpiscano le articolazioni, sono due malattie ben distinte che si differenziano in diversi punti. Primi tra tutti, la natura della patologia e l’età dei soggetti colpiti: l’artrite è una patologia infiammatoria cronica di origine autoimmune che può svilupparsi in soggetti di ogni età, anche nei bambini, mentre l’artrosi è una malattia degenerativa che insorge soprattutto dopo i 50 anni.

L’Artosi – cos’è?

L’Artrosi, a differenza dell’artrite, non è una malattia infiammatoria, ma una forma degenerativa cronica. Colpisce soprattutto le persone più avanti con gli anni perché è connessa all’usura delle articolazioni. Le strutture articolari più frequentemente colpite sono quelle maggiormente utilizzate e sollecitate dal peso e dall’attività, tra cui ginocchia, anche, spalle, mani, piedi e colonna vertebrale. Con il processo degenerativo dell’artrosi si assiste a un assottigliamento della cartilagine articolare e in seguito a deformità ossee che causano il dolore e i sintomi specifici dell’artrosi, particolarmente evidenti a livello delle falangi distali delle mani, per esempio.

L’Artrite – cos’è?

L’Artrite si manifesta con l’infiammazione articolare caratterizzata da gonfiore, tumefazione, arrossamento, rigidità, aumento della temperatura nell’area colpita e dolori che comportano anche la perdita della capacità motoria delle articolazioni interessate. Esistono quasi 100 tipi diversi di artrite, sebbene le più comuni siano l’artrite reumatoide, lupus e l’artrite psoriasica. Ancora oggi è sconosciuto il motivo per cui questa patologia attacchi alcuni soggetti. Diversi esperti ritengono che sia dovuta a una reazione immunitaria inappropriata, per cui i leucociti aggrediscono la cartilagine delle articolazioni arrivando distrugge persino le ossa, i muscoli e l’epidermide. Spesso il dolore è talmente intenso da invalidare i soggetti che sono colpiti.

Difficile prevedere il decorso della malattia, che potrebbe scomparire dopo pochi mesi dell’insorgenza o peggiorare progressivamente. Gli esperti non concordano sulle cause, ma tra i fattori che determinerebbe l’insorgenza di disturbo vi sono:

  • Predisposizioni genetiche
  • Allergie alimentari
  • Infezioni batteriche o virali
  • Squilibri ormonali trascurati
  • Un ambiente interno eccessivamente acido
  • La presenza di alcuni anticorpi nel sangue

L’artite reumatoide, ad esempio, colpisce maggiormente le donne, e i ricercatori canadesi hanno esaminato la correlazione tra terapia sostitutiva con ormoni sintetici e diagnosi di artrite. I risultati hanno mostrato che le donne che fanno uso di ormoni sintetici per cinque anni o più, aumentano il rischio di contratte l’artrite del 50% rispetto le donne che non assumono ormoni sintetici. Uno studio differente, che ha preso in analisi l’associazione tra terapia sostitutiva con estrogeno sintetico e l’artrite, ha riscontrato un aumento della percentuale di rischio per il 96% delle donne che hanno assunto dagli ormoni di tempo dai quattro ai 10 anni. Per questo motivo in Europa gli Ormoni Bio-Identici stanno rivoluzionando il settore della ginecologia, essendo ormoni uguali a quelli prodotti dal nostro corpo e non sintetici (Scopri di più sugli Ormoni Bio-Identici).artrite o artrosiArtrite e Alimentazione

Diversi studi hanno osservato come l’alimentazione possa incidere sul decorso dell’artrite. Di seguito alcuni consigli alimentari per alleviare l’infiammazione e il dolore a carico delle articolazioni.

Sono consigliatissimi il pesce d’alto mare, in quanto ricchi di acidi grassi e Omega3 che svolgono una attività antinfiammatoria. Importante un buon consumo di fibre sotto forma di verdure crude e cereali integrali che favoriscono l’eliminazione dell’accumulo di minerali e di acido, rimuovendo nell’apparato digestivo i batteri dannosi. Gli alimenti con elevato contenuto di zolfo promuovono la riparazione del tessuto cartilagineo e ossa. Asparagi, cavolo, aglio o cipolla sono ottime fonti di zolfo.

Al contrario, un accumulo di acido nell’organismo provoca infiammazioni che causano dolore. È bene dunque evitare cibi che aumentano l’acidità interna quali carni rosse, uova, grassi saturi, olio, cibi fritti, zucchero, latticini, carboidrati raffinati, alimenti contenenti alti dosi di glutine (come pane, pasta, e pasta per dolci), alcol e caffeina. Sebbene la lista sia lunga, gli individui affetti da dolori articolari importanti traggono enorme sollievo dall’astensione di tali cibi.

Generalmente gli alimenti di origine animale aggravano l’infiammazione articolare. Si consiglia dunque di evitare uova, latticini e carne con l’eccezione del pesce che contiene olio dalle proprietà antinfiammatorie. Le solanacee (pomodori, patate, melanzane e peperoni) contengono sostanze chiamata solanina che talvolta scatena reazioni allergiche da cercare di evitare. Vale la pena provare eliminare tali ortaggi per un paio di settimane per verificare se si ottiene un miglioramento del dolore.

Possibili cure e terapie

  • Integratori per ossa e cartilagini: è importante non trascurare i dolori e supportare le articolazioni con integratori specifici contenenti Glucosamina cloridrato e Metilsulfonilmetano.  La Glucosamina cloridrato stabilizza la matrice del tessuto connettivo, mentre il Metilsulfonilmetano è un antinfiammatorio naturale che contiene zolfo minerale, una componente integrante della cartilagine. Il nostro integratore contiene anche Condroitina solfato, che interviene direttamente nella formazione di nuovi tessuti, funge da lubrificante articolare e inibisce enzimi catabolici che portano alla degradazione del tessuto articolare.

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  • Omega 3: Importante fonte di acidi grassi che riducono l’infiammazione delle articolazioni e ne favoriscono la lubrificazione. (Scopri di più sugli Omega3 e tutti i loro benefici)
  • Cannabidiolo: negli ultimi anni il CBD è stata una molecola altamente studiata e utilizzata sempre da più medici. La particolarità di questo principio attivo è che agisce proprio sul sistema immunitario, e dunque in caso di artrite riduce notevolmente il progredire della malattia andando a riequilibrare nel tempo la funzione del sistema immunitario. Se hai bisogno di informazioni a riguardo contattaci qui.cbd 15% ossa e articolazioni artrite

Quando si intraprendono terapie naturali bisogna attendere almeno 6 mesi prima di iniziare a riscontrare benefici tangibili. Dunque è importante la costanza nelle terapie e il non trascurare assolutamente i sintomi.

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CBD e Ansia

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Cos’è il CBD?

Il  Cannabidiolo, meglio conosciuto come CBD, è una delle diverse componenti trovate nella pianta di cannabis. Non è assolutamente una molecola psicoattiva, dunque non sballa, ed è spesso utilizzato come rimedio naturale contro l’ansia, la depressione e molte altre condizioni.

Qualità della vita post pandemia: come sono cambiate le cose

Uno studio condotto all’inizio del 2021 dall’Istituto Superiore di Sanità, ha analizzato come oltre il 40% degli italiani abbiano riportato un notevole peggioramento dei sintomi ansiosi e depressivi durante e dopo il lockdown.

Nello specifico questo significa un peggioramento della qualità della vita con annesse alterazioni del sonno e disturbi sempre più frequenti dell’umore.

La crisi economica, la pandemia, il continuo bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti ogni giorno non fa altro che andare a minare il nostro senso di benessere e pace mentale.

Le donne, secondo lo studio, sembrano essere ancora una volta le più esposte al rischio: circa la metà delle donne italiane ha riportato un peggioramento del benessere mentale con un peggioramento dei sintomi depressivi e della qualità del sonno rispettivamente maggiore del 32% e 63% rispetto agli uomini. Biologicamente la risposta va ricercata nella natura empatica e sensibile della donna che la porta a sentire maggiormente gli stimoli (sia positivi che negativi) dell’ambiente circostante.

Come trattare l’ansia

Preoccupazione eccessiva, estrema autocoscienza, eccessivo senso di responsabilità, dolori al petto e attacchi di panico: l’ansia può essere una condizione debilitante. Altrettanto distruttiva può essere la depressione, che si presenta con un forte senso di tristezza e fa perdere ogni interesse e piacere per qualsiasi attività, anche quelle che prima ci piacevano tanto.

Il consumo di antidepressivi e ansiolitici dopo la pandemia è aumentato fino al 20% in Italia, ma quello che le persone forse ignorano è che la maggior parte di questi farmaci, sebbene donino sollievo momentaneo, oltre a creare dipendenza si portano dietro una serie di effetti collaterali e causano spesso squilibri nel nostro organismo. Dunque dalla semplice ricerca di una soluzione si rischia di finire in un circolo vizioso.

Esiste un’ampia gamma di rimedi naturali, come piante ed estratti, che risultano essere valide alleate nel migliorare il tono dall’umore: basti pensare alla Rodiola, Iperico, Ashwagandha, Valeriana, Passiflora e Biancospino, per nominarne qualcuna.

Tuttavia quando i sintomi dell’ansia e della depressione si fanno intensi, è possibile che questi estratti possano fare ben poco.

CBD e Ansia

Un’innovativa terapia alternativa che sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni è il CBD, che nonostante sia un rimedio totalmente naturale continua ad essere oggetto di studi e ricerche per via degli straordinari risultati che i pazienti registrano tramite l’assunzione.

Un primo studio del 2015 pubblicato sul ‘Neurotherapeutics : the journal of the American Society for Experimental NeuroTherapeutics’ studiava appunto la correlazione tra CDB e ansia, evidenziando che esso interagisce con i nostri recettori endogeni dei cannabinoidi di tipo 1 (CB1), con i recettori della serotonina e altri recettori nel nostro cervello che regolano comportamenti legati ad ansia e paura.

In uno studio più recente condotto nel 2020 in Nuova Zelanda, i ricercatori avevano valutato gli effetti del CBD su un gruppo vario di soggetti che soffrivano di ansia.

Secondo lo studio il 70% dei partecipanti aveva registrato, dopo 3 settimane di terapia a base di CBD, un miglioramento dei sintomi e del benessere generale che andava da buono a eccellente.

Alcuni scienziati sostengono che il CBD ha la capacità di inibire un enzima del Sistema Endocannabinoide, chiamato amide idrolasi degli acidi grassi (FAAH) che ha il potere di scomporre e degradare l’anandamide, un endocannabinoide che il nostro corpo produce e che contribuisce a regolare il tono dell’umore.

CBD e Insonnia da Ansia

In maniera analoga molti disturbi del sonno sono legati all’ansia; il CBD, dunque, può essere utile per ristabilire il corretto ciclo sonno/veglia e migliorare la qualità del sonno interagendo con il Sistema Endocannabinoide e ripristinandone il suo normale equilibrio, oltre a comunicare con recettori presenti nel sistema nervoso centrale.

Un ulteriore studio riportato dal Journal of Clinical Pharmacy and Therapeutics ha dimostrato l’efficacia del CBD nel trattare il disturbo del sonno in fase rem in pazienti affetti dalla malattia del Parkinson.

Lo studio mostrava come i pazienti avevano tratto grande beneficio dal CBD e grazie alla riduzione dei sintomi del disturbo riuscivano a riposare meglio; una volta interrotta la terapia i sintomi ricomparivano.

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Accorgimenti sul CBD

Non si può negare che la vita frenetica, lo stress continuo e i mille impegni a cui stare dietro ci spingano sempre di più a ricercare la cura magica che guarisce tutti i nostri problemi, facendoci dimenticare che siamo noi i veri responsabili del nostro benessere.

Spesso ci capitano pazienti che abusano di carboidrati, zuccheri, alcool, fumano, conducono una vita estremamente sedentaria, non si preoccupano di assumere Omega3 o antiossidanti e hanno un profilo ormonale sballato ma ricercano comunque una cura magica che sistemi tutto per loro. (Scopri l’importanza degli Omega3 per il nostro organismo)Omega 3 farmacia san carlo

Questa mentalità è sbagliata – dunque l’olio di CBD può essere un ottimo alleato e punto di partenza (anche perché contiene anche Omega3 oltre a essere un potente antiossidante) ma non è una cura che guarisce tutti i mali.

Inoltre, la risposta alle terapie a base di Cannabis e CBD è altamente soggettiva e varia per ognuno di noi. In tutte le ricerche scientifiche il CBD conferma la sua sicurezza, ottima tollerabilità da tutti i pazienti, che non hanno mostrato effetti collaterali significativi.

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FONTI

  • Bresciani et al. (2020). L’impatto della pandemia sulla salute mentale. https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-salute-mentale#writers
  • Blessing, E. M., Steenkamp, M. M., Manzanares, J., & Marmar, C. R. (2015). Cannabidiol as a Potential Treatment for Anxiety Disorders. Neurotherapeutics : the journal of the American Society for Experimental NeuroTherapeutics, 12(4), 825–836.
  • Gulbransen, Graham et al. “Cannabidiol prescription in clinical practice: an audit on the first 400 patients in New Zealand.” BJGP openvol. 4,1 bjgpopen20X101010. 1 May. 2020, doi:10.3399/bjgpopen20X101010
  • Leweke FM, Piomelli D, Pahlisch F, Muhl D, Gerth CW, Hoyer C, Klosterkötter J, Hellmich M, Koethe D. Cannabidiol enhances anandamide signaling and alleviates psychotic symptoms of schizophrenia. Transl Psychiatry. 2012 Mar 20;2(3):e94. doi: 10.1038/tp.2012.15. PMID: 22832859; PMCID: PMC3316151.

 

CBD e Animali: Dermatite Atopica

cbd e animali: dermatite topica

Sono ormai note le proprietà benefiche che il CBD svolge sull’organismo umano (se vuoi approfondire leggi la nostra Guida sul CBD) ma oggi vi parleremo di come questa molecola può aiutare il vostro amico peloso in caso di dermatite atopica.

Il CBD è un cannabinoide contenuto all’interno della pianta di cannabis che, oltre a non dare nessun effetto psicotropo, grazie alle sue sue caratteristiche e potenzialità terapeutiche è diventato oggi un rimedio naturale ampiamente utilizzato.

Ma sugli animali? Anche se ci sono diversi studi e ricerche in corso per continuare a esplorare gli effetti di questa molecola sulle varie patologie, l’uso di prodotti a base di canapa è notevolmente aumentato da parte dei medici veterinari per via degli importanti riscontri positivi.

Il perché il CBD agisca così bene sugli animali è da ricercare nella funzione del Sistema Endocannabinoide, che non è presente solo nell’uomo ma anche in tutte (o quasi) le specie animali.

Cos’è il CBD?

Il CBD è oggi una delle molecole più studiate dalla comunità scientifica, in quanto ogni giorno si scoprono potenzialità terapeutiche e si dimostra l’efficacia per il trattamento di diverse patologie come:

  • Dolore e Osteoartrite: In uno studio pubblicato di recente sulla rivista ‘Frontiers in Veterinary Science’, è stata analizzata e dimostrata l’efficacia del CBD in cani affetti da Osteoartrite. Secondo i ricercatori, la somministrazione di olio contenente cannabidiolo, ha ridotto la sintomatologia dolorosa e migliorato le condizioni generali di tutti gli animali esaminati. Ad oggi, i farmaci di routine utilizzati nei cani con Osteoartrite sono i FANS, caratterizzati da effetti collaterali consistenti.
  • Disturbi infiammatori e allergici: Uno studio del 2012 (Campora et al.) ha invece evidenziato l’efficacia del CBD su disturbi allergici e infiammatori immuno-mediati come ad esempio la Dermatite Atopica, molto diffusa nei cani. Le proprietà antinfiammatorie e immunomodulatrici del CBD sono state intensamente dimostrate in centinaia di studi sugli esseri umani e dai risultati pubblicati dal team del dottor Campora, e sembrano confermarsi anche nella razza animale.
  • Ansia e stress post traumatico: Ansia da separazione, ansia sociale, comportamento aggressivo, fobie e viaggi di lunga distanza. Il CBD è noto per ridurre i livelli di ansia nelle persone, quindi non è una sorpresa che funzioni anche per i cani. L’uso del CBD può aiutare il tuo animale domestico a sentirsi più calmo e rilassato e associato ad una corretta riabilitazione comportamentale.
  • Epilessia e convulsioni: L’epilessia colpisce tra l’1 e il 5 % dei cani e ad oggi il trattamento terapeutico convenzionale è rappresentato da farmaci come il che possiedono non pochi effetti collaterali. Negli ultimi anni però, sempre più veterinari hanno iniziato a proporre ai proprietari di animali domestici un’altra valida opzione: il CBD. Il Veterinary Teaching Hospital della Colorado State University ha esaminato gli effetti del cannabidiolo sull’epilessia canina, e nonostante lo studio è ancora in fase di completamento, dai dati preliminari sono già emersi risultati più che promettenti.

L’olio di CBD Full Spectrum, oltre al CBD, contiene tantissime componenti come vitamine, minerali, clorofilla, terpeni, grassi essenziali, flavonoidi e altri cannabinoidi, rendendolo un rimedio completo. (Per sapere cosa significa Full Spectrum leggi questo articolo)

Come agisce il CBD sulla Dermatite atopica?

Come accennato precedentemente il CBD agisce sugli animali attraverso il sistema endocannabinoide, esattamente come avviene sul corpo umano. Questo sistema svolge specifici compiti nei vari tessuti, anche se in tutti i casi c’è sempre l’obiettivo comune del mantenimento di un ambiente interno il più possibile stabile rispetto alle oscillazioni provenienti dall’esterno. Per rendere possibile questo processo di mantenimento dell’omeostasi, il nostro organismo (e anche quello dei nostri amici a 4 zampe) produce già delle sostanze chimiche simili ai cannabinoidi, chiamate infatti endocannabinoidi.

Quindi, perché dovremmo ricorrere a un prodotto esterno come il CBD? Perché il corpo non sempre produce endocannabinoidi oppure ne produce in quantità insufficiente affinché tutti i cicli fisiologici funzionino al meglio.

Ecco perché il CBD aiuta a riequilibrare l’organismo dell’animale in maniera efficace e del tutto naturale.

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Il CBD si lega soprattutto ai recettori CB-2, presenti nei sistemi periferici del nostro corpo e in particolare in quello immunitario. Un motivo per cui risulta così efficace contro la dermatite è sicuramente dato dal fatto che i recettori CB1 e CB2 sono presenti anche a livello di cute. Il sistema endocannabinoide presente a livello di cute influenza l’omeostasi della cute, la crescita dei peli, agisce a livello di infiammazione e nella guarigione delle ferite.

Per questo l’olio di CBD è spesso utilizzato in caso di problemi infiammatori, dermatiti atopiche, granuloma eosinofilico nel gatto, e in lesioni secondarie da stress (il classico cane che si crea una lesione continuandosi a leccare).

Diversi pazienti a 4 zampe che assumevano CBD per altre patologie, hanno comunque riscontrato un miglioramento a livello di cute che risultava più sana e con un manto più folto e lucente.

Il CBD è sicuro per gli animali?

Nonostante si tratti di un principio estratto da una pianta, è sempre necessario consultare il veterinario prima di somministrarlo all’animale.

Inoltre, negli ultimi anni si è assistita a una vera e propria esplosione di prodotti a base di CBD sul mercato. Essendo però un mercato ancora non propriamente regolamentato, un gran numero di prodotti CBD può contenere ingredienti e allergeni non elencati sulle loro etichette, così come CBD di scarsa qualità. Il danno in questo caso, oltre a uno spreco di denaro, èn quello di somministrare un prodotto non efficace a un animale con problemi di salute e perdere fiducia in queste terapie che potrebbero essere invece di grande aiuto.

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Vari studi che hanno analizzato la composizione di prodotti a base di cannabis o di cannabinoidi venduti sul mercato USA, sia per uso umano che veterinario, hanno rivelato che in molti casi la concentrazione di cannabinoidi riportata in etichetta (principalmente THC e CBD) non corrispondeva alla reale concentrazione e in vari prodotti sono state trovate tracce di pesticidi, solventi e perfino metalli pesanti.

E’ dunque responsabilità del padrone informarsi e scegliere il prodotto migliore per il proprio amico a 4 zampe.

Per qualsiasi informazione sui prodotti a base di CBD e Cannabinoidi contattaci qui!

Fonti

Gamble L-J, Boesch JM, Frye CW, Schwark WS, Mann S, Wolfe L, Brown H, Berthelsen ES and Wakshlag JJ (2018) Pharmacokinetics, Safety, and Clinical Efficacy of Cannabidiol Treatment in Osteoarthritic Dogs. Front. Vet. Sci. 5:165. doi: 10.3389/fvets.2018.00165

Cabral GA, Griffin-Thomas L. Emerging role of the cannabinoid receptor CB2 in immune regulation: therapeutic prospects for neuroinflammation. Expert Rev Mol Med. (2009) 11:e3. doi: 10.1017/S1462399409000957

Campora L, Miragliotta V, Ricci E, Cristino L, Di Marzo V, Albanese F, et al. Cannabinoid receptor type 1 and 2 expression in the skin of healthy dogs and dogs with atopic dermatitis. Am J Vet Res. (2012) 73:988–95. doi: 10.2460/ajvr.73.7.988

Conzemius mg, Evans RB. Caregiver placebo effect for dogs with lameness from osteoarthritis. J Am Vet Med Assoc. (2012) 241:1314–9. doi: 10.2460/javma.241.10.1314

Brown DC, Boston RC, Coyne JC, Farrar JT. Ability of the canine brief pain inventory to detect response to treatment in dogs with osteoarthritis. J Am Vet Med Assoc. (2008) 233:1278–83. doi: 10.2460/javma.233.8.1278

Effetto Entourage e Cannabis – Cos’è?

effetto entourage benefici cannabis terapeutica

Oggi sempre di più si sente di parlare di Cannabis Terapeutica e dei suoi effetti terapeutici.

Se da una parte sappiamo che la maggior parte delle persone conosce ancora la cannabis solo per il THC, ovvero il cannabinoide che fa ‘sballare’, la bella notizia è che in questi ultimi anni, a partire dalla scoperta del Sistema Endocannabinoide, sempre più studi e ricerche scientifiche hanno esplorato gli effetti farmaceutici di questa pianta ed evidenziato l’enorme potenziale terapeutico del CBD (cannabinoide che non ha nessun effetto psicotropo), stravolgendo tutto quello che sapevamo su questa pianta.

Nonostante gli enormi progressi ancora oggi c’è molta confusione su quale cannabinoide svolga quali effetti terapeutici, e soprattutto per quali patologie sia più indicata una terapia ad alto contenuto di CBD rispetto che di THC.

Generalmente parlando, la terapie ad alto contenuto di THC vengono indicate specialmente per controllare spasmidolore e aumentare l’appetito. Gli effetti di terapie con alto contenuto di THC includono: rilassamentosenso di serenità, sonnolenza, analgesia, stimolazione dell’appetito e rilassamento muscolare.

È importante sapere che questa molecola può causare anche diversi effetti collaterali, soprattutto se assunta in grandi quantità, come tachicardia, senso di ansia e paranoia, compromissione della capacità di movimento e della memoria.

 Il CBD, invece, non ha nessun effetto psicotropo, e terapie ad alto contenuto di CBD svolgono un’azione anti-infiammatoriaanalgesicaanti-psicoticaanti-epilettica e antiemetiche.

Alte percentuali di CBD vengono spesso impiegate per regolare l’umore e gli stati d’ansia, controllare i disturbi infiammatoriconvulsioninausea e dolore. A seconda della condizione, una concentrazione più o meno alta di THC potrebbe risultare necessaria per coadiuvarne gli effetti.

CBD oil 3,2% Farmacia San CarloPer sapere di più su questa potente molecola visita la nostra Guida sul CBD.

Cos’è l’effetto entourage?

L’effetto entourage afferma che il fitocomplesso della cannabis (il gruppo di sostanze chimiche delle piante di cannabis) è più efficace quando tutti i suoi composti agiscono all’unisono rispetto all’azione di un solo componente chimico nella sua forma isolata.

Possiamo paragonare l’effetto entourage a un orchestra che suona: è vero che i singoli strumenti producono un bel suono gradevole, ma l’effetto di Effetto entourage e componenti della cannabistutti gli strumenti che suonano all’unisono produrrà sicuramente un’armonia molto più orecchiabile e coinvolgente. Lo stesso vale per la Cannabis: tutte le sue componenti hanno effetti terapeutici, ma se agiscono in maniera sinergica gli effetti terapeutici saranno ampliati.

Uno degli esempi più noti dell’effetto entourage include la presunta capacità del CBD di frenare gli effetti negativi e psicotropi del THC, specialmente se consumato in alti quantitativi e da utenti inesperti. Un altro esempio è l’influenza dei terpeni sui diversi cannabinoidi; nel 2011 il dottor Ethan Russo pubblicò uno studio di ricerca intitolato “Taming THC: Potential Synergy Cannergy and Phytocannabinoid-terpenoid Entourage Effects”, dove  suggeriva che il terpene A-pinene potrebbe aiutare a ridurre la compromissione della memoria a breve termine a volte causata dal THC.

Ma quali sono le altre componenti della Cannabis?

Come avrete capito l’effetto entourage va ben oltre l’interazione tra THC eCBD, ma coinvolge tutte le componenti della cannabis:

  • Terpeni: Oltre ai cannabinoidi, i terpeni svolgerebbero il secondo ruolo per ordine d’importanza nell’effetto entourage. I terpeni sono composti aromatici contenuti nella cannabis che fungono da repellenti naturali contro gli insetti e le conferiscono il suo caratteristico odore, e si è visto che svolgono potenti effetti terapeutici. Si trovano anche in molte altre piante, fiori e frutti. (Leggi il sotto articolo sui Terpeni per saperne di più)Cannabinoidi contenuti dentro la cannabis terapeutica
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  • Cannabinoidi: I cannabinoidi sono composti chimici che agiscono principalmente sul sistema endocannabinoide (SEC), una rete di
    recettori di cannabinoidi distribuiti in tutto il corpo
    dei mammiferi e di altri animali. 
    I cannabinoidi che il nostro organismo produce, conosciuti anche come “endo”-cannabinoidi, sono prodotti per aiutare a regolare varie funzioni fisiologiche. Ma il nostro organismo può essere fortemente influenzato anche dai “fito”-cannabinoidi, quelli prodotti dalla pianta di cannabis.
    Ad oggi, oltre al THC e CBD, conosciamo oltre 100 cannabinoidi diversi. Tuttavia, gli studi che stanno cercando di chiarire fino in fondo le proprietà delle varie sostanze contenute nella cannabis sono ancora agli inizi, per cui sappiamo che c’è ancora tanto da imparare e scoprire su questa pianta.
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  • Flavonoidi: Studi scientifici hanno identificato già da un po’ di tempo numerosi effetti benefici che i flavonoidi possono esercitare sulla salute dell’uomo. Tra i più studiati, ma non sono gli unici, ricordiamo gli effetti antinfiammatori e antiossidanti.
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  • Amino acidi: Si occupano del ripristino e mantenimento del tono e della massa muscolare, migliorano la funzione cognitiva e incrementano le difese immunitarie; e questi sono solo alcuni dei benefici apportati dall’assunzione di amino acidi.
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  • Acidi grassi: Vantano di spiccate proprietà antiossidanti, immunomodulanti e antinfiammatorie; attualmente sono ancora oggetto di molti studi e ricerche scientifiche.
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  • Clorofilla: Attiva il metabolismo cellulare, rinforza le difese immunitarie, utile contro varie forme di anemia, favorisce la cicatrizzazione dei tessuti poiché migliora la circolazione sanguigna, migliora la contrazione cardiaca e si rivela utile soprattutto per gli sportivi aumentando la resistenza.

Prodotti spettro completo

Vale la pena ricordare che la ricerca relativa all’effetto entourage non è conclusiva. Nonostante vari studi scientifici e prove a sostegno della sua esistenza ad oggi è considerato più una teoria che un dato di fatto. Inoltre, dopo tutte le informazioni acquisite sull’effetto entourage, è logico pensare che i prodotti Full Spectrum (contenenti tutto il fitocomplesso) potrebbero essere più efficaci dei prodotti a base di THC, CBD, o terpeni isolati, tuttavia la risposta alle terapie a base di Cannabis è del tutto unica e varia da persona a persona. Per questo è fondamentale affidarsi ad un medico specialista che possa consigliare la soluzione più adatta alle varie esigenze.

Fonti

  • Russo EB. Taming THC: potential cannabis synergy and phytocannabinoid-terpenoid entourage effects. Br J Pharmacol. 2011;163(7):1344-1364. doi:10.1111/j.1476-5381.2011.01238.x – https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3165946/
  • Blasco-Benito S, Seijo-Vila M, Caro-Villalobos M, Tundidor I, Andradas C, García-Taboada E, Wade J, Smith S, Guzmán M, Pérez-Gómez E, Gordon M, Sánchez C. Appraising the “entourage effect”: Antitumor action of a pure cannabinoid versus a botanical drug preparation in preclinical models of breast cancer. Biochem Pharmacol. 2018 Nov;157:285-293. doi: 10.1016/j.bcp.2018.06.025. Epub 2018 Jun 27. PMID: 29940172. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29940172
  • Andre, Christelle M., Jean-Francois Hausman, and Gea Guerriero. “Cannabis sativa: the plant of the thousand and one molecules.” Frontiers in plant science 7 (2016): 19.
  • McPartland, John M., and Ethan B. Russo. “Cannabis and cannabis extracts: greater than the sum of their parts?.” Journal of Cannabis Therapeutics 1.3-4 (2001): 103-132.

CBD Isolato, ad Ampio Spettro o Spettro Completo – Cosa cambia?

cbd oil full spectrum broad isolated

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un’esplosione sul mercato di prodotti derivanti dalla pianta di Cannabis, in pressoché tutti i settori: tessile, alimentare, cosmetico e terapeutico.

Ma cos’è il CBD?

Il CBD o cannabidiolo è uno degli oltre 1000 composti presenti nel fiore della canapa; si trova in diverse specie di origine vegetale, ma in particolar modo è presente in abbondanza nella pianta di cannabis

Il CBD è una molecola straordinaria e dai numerosi effetti benefici sulla salute psicofisica dell’essere umano e animale (vedi il nostro articolo CBD ad uso veterinario). E non si tratta di una moda dell’ultimo momento, i benefici del CBD sono ormai consolidati e supportati da letteratura scientifica e diversi studi: si tratta di una sostanza capace di dare sollievo a diversi sintomi, e favorire il benessere e la salute generale.

Il CBD non ha effetti psicoattivi, al contrario del THC, e possiede notevoli capacità rilassanti, antinfiammatorie e antidolorifiche. Oltre ad essere presente nella cannabis a uso medico, ovvero quella allestibile solo in farmacia e su prescrizione del medico poiché farmaco a tutti gli effetti, il CBD si trova anche nella canapa light.

Grazie a quest’ondata di successo che sta vivendo la cannabis dopo anni di demonizzazione, oggi troviamo sul mercato così tanti prodotti a base di CBD  che a volte risulta quasi difficile comprenderne appieno le differenze, e soprattutto constatare la purezza e la qualità del prodotto.

Ad oggi esistono 3 tipologie diverse di olio di CBD in base all’estrazione che la pianta ha subito; maggiore è l’estrazione, e quindi più la pianta viene lavorata, più si riduce lo spettro di sostanze presenti nell’olio. Dunque la principale differenza tra queste 3 tipologie di olio è la sola tecnica di estrazione, che al di là dell’aspetto puramente tecnico cambia le proprietà finali del prodotto, e quindi i suoi effetti sul corpo.

  1. Olio di CBD Full Spectrum, o a spettro completo

L’olio di CBD a spettro completo contiene tutti i materiali vegetali che possono essere estratti dalla Cannabis: CBD oil full spectrum

  • Cannabinoidi
  • Terpeni
  • Flavonoidi
  • Acidi grassi
  • Clorofilla
  • E molto altro

 Da un punto di vista terapeutico lolio CBD Full Spectrum è senza dubbio la soluzione più completa e adatta 
per coloro che vogliono godere a pieno dei benefici terapeutici di questa pianta.  Questo avviene perché quando sono presenti tutti i cannabinoidi e sostanze della canapa avviene il cosiddetto effetto entourage (scopri in quest’articolo cos’è l’effetto entourage), cioè la normale amplificazione degli effetti benefici grazie alla cooperazione delle varie molecole tra loro.

Il risultato della combinazione fra tutte le sostanze contenute nella cannabis è dimostrato da numerosi studi scientifici che può modificare significativamente l’azione dei principali principi attivi, migliorandone l’azione e riducendo al minimo i possibili effetti collaterali.

Bisogna comunque considerare che all’interno degli oli di CBD il THC non è mai presente in concentrazioni superiori rispetto a quelle stabiliti dalla legge (massimo 0,5% di THC). Le uniche terapie che possono contenere dosi massicce di THC sono quelle allestite con Cannabis Terapeutica in una farmacia galenica come la nostra, dove serve obbligatoriamente la ricetta medica poiché considerata farmaco a tutti gli effetti.

  1. Olio di CBD Broad Spectrum, o ad ampio spettro

CBD OIL BROAD SPECTRUM

Nonostante il contenuto di THC sia minimo negli oli Full Spectrum, ci potrebbero essere delle persone che non vogliono assolutamente entrare in contatto con questo componente.

Proprio come un olio di CBD a spettro completo, l’ampio spettro include il maggior numero possibile di componenti della pianta ad eccezione del THC, che viene isolato ed eliminato.

Esattamente come per il Full Spectrum, il Broad Spectrum ha tutti i componenti attivi della canapa quali CBD, CBG, CBN, CBC, ma appunto non il THC.
La sua efficacia è assicurata dalla composizione Broad Spectrum, sinonimo della presenza naturale della gamma completa di cannabinoidi e terpeni che hanno dimostrato proprietà:

  • lenitive
  • anticonvulsive
  • antiossidanti
  • antiemetiche
  • ansiolitiche
  • antipsicotiche
  • neuroprotettive

 

  1. Olio di CBD Isolated (isolato)

Infine, l’isolato è, come suggerisce il nome, una pura estrazione di CBD. Una volta isolato, il cannabidioloolio di cbd isolated isolato viene quindi separato dal resto del liquido, in un prodotto finito di consistenza secca e friabile: i cristalli di CBD.

Questi cristalli di CBD puro (quello che abbiamo ad esempio nel nostro laboratorio galenico è puro al 99,5%) vengono sciolti all’interno di un veicolo (olio di oliva o cocco) per preparare l’olio di CBD isolato.

Ma così rinuncio all’effetto entourage? L’isolato di CBD è quindi la forma più pura del prodotto che ci interessa, ma anche la più mirata e leggera. Di per sé, il CBD isolato non ti consente di trarre vantaggio dall’effetto entourage, però dalla nostra esperienza l’organismo di ognuno di noi reagisce in maniera differente, e l’importante è sempre trovare quello che funziona meglio per il nostro corpo. 

Inoltre i cristalli di CBD possono essere aggiunti alle varie estrazioni di cannabis da varie infiorescenze per aumentare la concentrazione di CBD appunto.

Quale olio CBD è il migliore quindi?

Come spiegato prima, da un punto di vista terapeutico le evidenze scientifiche suggeriscono che quello più completo è appunto il CBD Full Spectrum, per via del fenomeno dell’effetto entourage. Però ognuno di noi ha esigenze diverse e la scelta migliore è sicuramente quella di consultare un medico che conosca la cannabis e i suoi principi attivi a livello terapeutico e vi sappia guidare verso la miglior soluzione per i vostri bisogni.

Oltre che gli olii di CBD galenici allestiti nelle farmacie su prescrizione medica, esistono diversi olii di CBD acquistabili senza ricetta che possono essere venduti per uso cosmetico o tecnico; per questo motivo, attualmente non esiste una normativa che dia garanzie al consumatore della purezza e qualità del CBD contenuti in questi oli.

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Per avere più informazioni sul CBD e la Cannabis Terapeutica contattaci qui, oppure scrivi a conusulenza@farmaciasancarlo.org

 

Fonti

  • Iffland K, et al. (2017). An update on safety and side effects of cannabidiol: A review of clinical data and relevant animal studies. DOI:
    10.1089/can.2016.0034
  • Russo EB. (2011). Taming THC: Potential cannabis synergy and phytocannabinoid-terpenoid entourage effects. DOI:
    10.1111/j.1476-5381.2011.01238.x

Cannabis Terapeutica – Cos’è e cosa significa?

Cos’è la Cannabis Terapeutica?

La Cannabis Terapeutica, o Cannabis Medicinale, si riferisce a delle infiorescenze femminili specifiche che vengono trattate e utilizzate come farmaci a tutti gli effetti. La Cannabis terapeutica è coltivata senza pesticidi e seguendo rigorosissimi standard di produzione, dove ciascun passaggio deve rispettare le regole internazionali di buona agricoltura e manifattura (GACP e GMP); questo per garantire la purezza del farmaco che deve contenente le corrette percentuali di CBD e THC per ogni infiorescenza.

Le terapie a base di Cannabis Terapeutica vengono allestite solo in farmacia e solamente dietro prescrizione medica per trattare patologie specifiche.

La cannabis è un fitocomplesso, ovvero le sue proprietà terapeutiche sono dovute ad un’ampia gamma di sostanze con attività farmacologica; diversi studi hanno evidenziato come il potere terapeutico della cannabis, contrariamente a quello che si pensa, non deriva da un unico principio ma dall’azione di tutte le molecole del fitocomplesso che lavorando insieme vanno ad amplificare le proprietà terapeutiche di ogni singola molecola. Questo fenomeno è chiamato EFFETTO ENTOURAGE.

Le sostanze contenute nella cannabis più note e studiate negli utlimi anni sono:

  • Cannabinoidi: La cannabis contiene oltre 100 cannabinoidi; i più conosciuti sono sicuramente il CBD e il THC, Cannabinoidi contenuti dentro la cannabis terapeuticama negli ultimi anni ricerche scientifiche hanno evidenziato le notevoli proprietà terapeutiche di molti altri
  • Terpeni: sono oltre 200 e svolgono importanti azioni antibatteriche e antinfiammatorie
  • Flavonoidi
  • Amino acidi
  • Acidi grassi
  • Alcaloidi 
  • Clorofilla

Effetti terapeutici

Il grandissimo numero di molecole farmacologicamente attive contenute nella cannabis ci fanno comprendere come sia possibile che una sola pianta venga utilizzata per trattare molti sintomi, anche totalmente diversi tra loro.

Terapie ad alto contenuto di THC

Varietà con una più alta concentrazione di THC vengono indicate specialmente per controllare spasmi, dolore e aumentare l’appetito. Gli effetti di terapie con alto contenuto di THC includono: rilassamento, senso di serenità, sonnolenza, analgesia, stimolazione dell’appetito, rilassamento muscolare.

Terapie ad alto contenuto di CBD

 Il CBD, invece, non ha nessun effetto psicotropo, e varietà con alto contenuto di CBD svolgono un azione anti-infiammatoria, analgesica, anti-psicotica, anti-epiletticaantiemetiche.

Alte percentuali di CBD vengono spesso impiegate per regolare l’umore, controllare i disturbi infiammatori, convulsioni, nausea e dolore. A seconda della condizione, una concentrazione più o meno alta di THC potrebbe risultare necessaria per coadiuvarne gli effetti.

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I fitocannabinoidi possono essere assunti attraverso diverse vie di somministrazione:

  • Cartine per vaporizzazione: la vaporizzazione tramite vaporizzatori specifici garantisce un rapidissimo effetto, ma di breve durata nel tempo
  • Olio: è la via di somministrazione che garantisce un assorbimento più omogeneo, gli effetti fisiologici sono più lenti nel comparire ma perdura di più nel tempo.
  • Infusi per tisane
  • Supposte 

Cannabis medica

Quali sono le varietà di Cannabis Terapeutica disponibili in Italia ad oggi?

Ad oggi in Italia esistono circa 7 varietà di Cannabis Terapeutica e sono:

Varietà di cannabis terapeutica disponibili in Italia

Per qualsiasi informazione sulle terapie a base di Cannabis ad uso umano o veterinario puoi contattarci qui, o mandare una mail a consulenza@farmaciasancarlo.org

I Terpeni: La nuova frontiera della Cannabis Terapeutica

cima di fiore ricca di terpeni

Cosa sono i Terpeni ?

I terpeni sono composti vegetali che esistono in diversi tipi di piante e alcuni insetti; nonostante non siano molto conosciuti, sono le molecole che determinano i diversi odori e aromi delle piante. Di fatti, i terpeni in natura vengono prodotti per permettere alla pianta di difendersi da batteri, funghi e parassiti; grazie al loro aroma pungente le piante possono allontanare alcuni insetti, ed attirarne altri invece necessari per l’impollinazione.

Che differenza c’è tra terpeni e cannabinoidi?

I cannabinoidi sono composti chimici che si trovano principalmente all’interno della pianta di cannabis e dell’organismo dei mammiferi (conosciuti anche come endocannabinoidi). La particolarità dei terpeni della cannabis è che vengono prodotti dalle stesse ghiandole che producono CBD e THC, ma nonostante questo fino poco tempo fa era poca l’attenzione che ricevevano da parte di ricercatori; per questo motivo, solo nell’ultimo periodo si sono fatte importanti scoperte che hanno portato alla luce il loro importante ruolo nell’effetto entourage della pianta.

A differenza del CBD e del THC, che sono esclusivi della pianta di cannabis,  i terpeni si trovano in molte piante; questo spiega anche il perchè cannabinoidi e terpeni interagiscono con il corpo in modi totalmente diversi. Recenti ricerche scientifiche hanno mostrato come i terpeni siano in grado di modulare le attività dei fitocannabinoidi, offrendo benefici nel trattamento del dolore, infiammazione, depressione, ansia dipendenze ed infezioni fungine o batteriche.

Quanti e quali terpeni esistono?

I terpeni, che non hanno nessun effetto psicoattivo, possono agire in maniera più delicata alterando il tono dell’umore grazie all’interazione con i sistemi serotoninergico e dopaminergico.

Ad oggi si sono scoperti quasi 100 terpeni diversi, ed ogni infiorescenza di cannabis presenta combinazioni e quantità che possono variare significativamente.

Tuttavia, i terpeni più ricorrenti e presenti in quantità più significative sono:

  • Mircene –  svolge un’azione rilassante ed aiuta in situazioni ansia, insonnia e stress
  • Limonene – aiuta la digestione e la tonicità dell’organismo in casi di cattiva digestione, depressione e stanchezza fisica mentale
  • Linalolo –  esercita un effetto calmante allievando stress, irritabilità e senso di agitazione
  • Betacarofilene – è un terpene che aiuta ad aumentare il benessere della persona intervenendo su problemi cutanei (come acne, psoriasi, dermatiti) e di dolori muscolari e articolari
  • Beta Pinene – apporta beneficio all’apparato respiratorio aiutando contro raffreddori, asma, e sinusititerpeni

Perché i Terpeni rappresentano la nuova frontiera della Cannabis Terapeutica?

Da quando i ricercatori hanno iniziato a condurre ricerche sull’effetto dei terpeni, sono state molte le scoperte fatte che hanno ampliato sempre di più le conoscenze sulla pianta di cannabis.

La scoperta di una relazione sinergica tra cannabinoidi e terpeni ha visto nello scenario della cannabis medica un’evoluzione che ha portato all’allestimento di terapie sempre più personalizzate.

Secondo i risultati di prime ricerche condotte, il Limonene ha la capacità di aumentare gli effetti antiossidanti del THC, mentre il Linalolo potrebbe migliorare le proprietà miorilassanti, e aumentare l’effetto del CBD contro il nervosismo. E’ facile credere dunque che molti pazienti stiano rivolgendo grande attenzione a terapie a spettro completo che contengono molto di più dei soli cannabinoidi.olio CBD 5% Farmacia San Carlo

Fonti

Cannabis Pharmacology: The Usual Suspects and a Few Promising Leads – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov

Taming THC: potential cannabis synergy and phytocannabinoid-terpenoid entourage effects https://www.ncbi.nlm.nih.gov

 

 

Dolore Neuropatico: Cos’è e come si tratta?

Rappresentazione del sistema nervoso di un uomo che accura dolore

“Il dolore dell’anima è più grande che la sofferenza del corpo.”

(Publilio Sirio)

Il dolore è un messaggio di allarme, che come tale avverte l’organismo del potenziale pericolo o del reale danno. Quando fattori esterni, patologie o danni fisici danneggiano il sistema di percezione, i neuroni ed i recettori periferici restano in un costante stato di segnalazione.

Il dolore neuropatico è la sensazione cronica di sofferenza, causata da un falso impulso che dai neuroni o da zone periferiche raggiunge il cervello. Questi segnali errati sono causati da un danno ai neuroni o ad una zona vicina che diventa particolarmente sensibile.

La percezione del dolore che ne risulta varia da persona a persona ed è principalmente legata alla condizione generale ed alle cause, in genere la sensazione è di bruciore o di scosse elettriche; la sensazione e la risposta è talmente intensa da creare intenso dolore al minimo contatto.

Cause del dolore neuropatico o perché si verifica

Il dolore neuropatico periferico, o dolore neuropatico cronico, è derivante da danni prodotti ai nervi periferici. Questi danni possono essere il risultato di:

  • Squilibri nutrizionali
  • Alcolismo
  • Tossine
  • Infezioni
  • Autoimmunità
  • Malattie, come l’insufficienza renale o il cancro
  • Trauma ai nervi

Possibili Trattamenti

Dato che le risposte agli stimoli dolorosi sono multifattoriali e dipendono principalmente dall’origine e dalla causa patologica scatenante, le metodiche ed i trattamenti sono diversi e variano da individuo ad individuo.

Grazie al Laboratorio Galenico della Farmacia si possono allestire preparati in forme e dosaggi personalizzati. Alcune delle molecole allestite sono:

Trattamenti Topici:

  • Amitriptilina
  • Lidocaina
  • Mannitolo
  • Artiglio del Diavolo
  • Cannabinoidi
  • Capsaicina
  • Diclofenac

Trattamenti Orali:

  • Cannabinoidi
  • Destrometorfano
  • N-Acetilcarnitina
  • Acido Alpha Lipoico
  • Curcuma

Alcune delle terapie sopra riportate necessitano di ricetta medica. Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.