Cannabis medica

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Cannabis terapeutica

La cannabis terapeutica contiene una grande quantità di cannabinodi, come CBD (Cannabidiolo) e THC (Tetraidrocannabidiolo), che sono le due molecole più conosciute presenti nella Cannabis. L’utilizzo di Cannabis ad uso medico è sempre più diffusa, soprattutto in quei quadri clinici farmacoresistenti. I nostri consulenti sono a disposizione per qualsiasi confronto.

Come tutti i farmaci, la Cannabis Terapeutica può essere prescritta da qualsiasi medico che, in scienza e coscienza, la ritenga la terapia più adatta per il suo paziente. La cannabis viene utilizzata principalmente quando i farmaci tradizionali non dimostrano efficacia, o quando gli effetti collaterali diventano insopportabili. È una materia prima pura che nel nostro laboratorio viene trattata come farmaco a tutti gli effetti. Il nostro obiettivo è quello di realizzare prodotti personalizzati, qualitativamente superiori, unitamente alla nostra volontà di formare ed informare la comunità di questa ulteriore possibilità terapeutica. I nostri consulenti sono a disposizione per qualsiasi confronto.

Che cos'è la cannabis terapeutica?

Con cannabis terapeutica, o medicinale, si fa riferimento all’uso di specifiche infiorescenze femminili della pianta di cannabis coltivate seguendo i rigidi standard farmaceutici, per scopi medici. Queste infiorescenze sono ricche di cannabinoidi, come il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD), una varietà di terpeni, che sono sostanze farmacologicamente attive e giocano un ruolo cruciale nelle proprietà terapeutiche della pianta​​, flavonoidi, acidi grassi e clorofille.

L’uso medico della cannabis ha una storia millenaria e ha trovato applicazione in molte culture del mondo. Dopo un periodo di declino, la pianta sta tornando a essere valorizzata nella medicina moderna, grazie alle sue proprietà terapeutiche, come l’effetto antinfiammatorio, antidolorifico, antiemetico, e la capacità di ridurre la spasticità muscolare. Questi effetti la rendono utile nel trattamento di una varietà di sintomi e condizioni in diverse patologie.

La cannabis è un fitocomplesso il cui potere terapeutico non deriva da un singolo principio attivo, ma dall’effetto sinergico di tutte le sue molecole. I cannabinoidi presenti nella cannabis interagiscono con il sistema endocannabinoide del corpo umano, un complesso sistema di recettori, enzimi e meccanismi biochimici. I recettori cannabinoidi, CB1 e CB2, sono distribuiti in varie parti del corpo, incluso il sistema nervoso centrale e periferico, organi come il cuore, i polmoni, il rene, la vescica, e nei tessuti del sistema immunitario. Questi recettori rappresentano i principali bersagli terapeutici sui quali agiscono i cannabinoidi, producendo effetti sia dipendenti che indipendenti dai recettori​​. Questa interazione complessa delle sue componenti è nota come “effetto entourage” e contribuisce all’efficacia terapeutica della pianta.

La cannabis terapeutica viene coltivata e prodotta secondo standard rigorosi, priva di pesticidi e nel rispetto delle regole internazionali di buona agricoltura e manifattura (GACP e GMP), per garantire la purezza e la sicurezza del farmaco finito​​.

Cosa fa la cannabis terapeutica?

La cannabis terapeutica esercita la sua azione principalmente attraverso i cannabinoidi, come il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD), che influenzano il sistema endocannabinoide (SEC) del corpo. Questo sistema è una rete intricata di recettori, endocannabinoidi e enzimi, che svolge un ruolo fondamentale nell’omeostasi, ovvero nell’equilibrio delle funzioni corporee.

Il THC, noto per il suo effetto psicoattivo, si lega prevalentemente ai recettori CB1 nel sistema nervoso centrale. Questa interazione può portare a effetti quali l’alterazione della percezione sensoriale e dell’umore. Nonostante la sua natura psicoattiva, il THC possiede anche significative proprietà terapeutiche, tra cui il sollievo dal dolore, la riduzione della nausea e la stimolazione dell’appetito.

Il CBD, a differenza del THC, non è psicoattivo e agisce in modo più sottile sui recettori CB1 e CB2. Il CBD interagisce non solo con il sistema endocannabinoide ma anche con altri recettori nel corpo, contribuendo a un ampio spettro di proprietà terapeutiche. Queste includono l’attenuazione dell’infiammazione, l’effetto ansiolitico, la gestione delle crisi epilettiche e il sollievo dal dolore cronico.

Il sistema endocannabinoide si compone di recettori CB1 e CB2, distribuiti in tutto il corpo. Gli endocannabinoidi naturali, come l’anandamide e il 2-arachidonoilglicerolo, funzionano come messaggeri chimici che si legano a questi recettori per influenzare diverse funzioni fisiologiche. Dopo il loro utilizzo, gli endocannabinoidi vengono degradati da enzimi come la FAAH e la MAGL.

L’interazione tra i cannabinoidi, i recettori e gli endocannabinoidi è fondamentale per il ruolo della cannabis terapeutica nella modulazione del sistema endocannabinoide. Questa interazione complessa è la base per i benefici terapeutici della cannabis nel trattamento del dolore, dell’infiammazione, di patologie che coinvolgono il sistema immunitario, delle crisi convulsive e di altre condizioni mediche.

Per cosa si usa la cannabis terapeutica?

La cannabis terapeutica è utilizzata per trattare una varietà di condizioni mediche, grazie ai suoi effetti sui diversi sistemi del corpo mediati dal sistema endocannabinoide. Ecco alcune delle principali applicazioni

La cannabis è ampiamente utilizzata per alleviare il dolore neuropatico, che può essere conseguenza di varie condizioni, come lesioni nervose o malattie neurodegenerative. È anche efficace nel gestire il dolore oncologico, aiutando a migliorare la qualità della vita dei pazienti con cancro​​.

Viene impiegata nel trattamento della spasticità associata a condizioni come la sclerosi multipla e le lesioni del midollo spinale, riducendo la rigidità muscolare e migliorando la mobilità.

È efficace nel trattamento della nausea e del vomito indotti dalla chemioterapia e dalla radioterapia in pazienti oncologici, oltre che in quelli affetti da HIV e AIDS​​.

La cannabis stimola l’appetito in pazienti affetti da cachessia, anoressia, AIDS o cancro, contribuendo a prevenire la perdita di peso eccessiva e a mantenere un adeguato apporto nutrizionale​​.

È utilizzata nel trattamento del glaucoma, in particolare nelle forme resistenti alle terapie convenzionali, grazie alla sua capacità di ridurre la pressione intraoculare​​.

Viene impiegata nella gestione di alcune condizioni psichiatriche e nelle sindromi da astinenza legate a dipendenze, offrendo un approccio alternativo per il trattamento di queste complesse condizioni​​.

Ha mostrato potenziale nel trattamento di malattie infiammatorie croniche dell’intestino, artrite reumatoide, e altre malattie autoimmuni​​.

È stata impiegata per alleviare sintomi in condizioni come l’epilessia, l’asma bronchiale, le malattie neurodegenerative e altre patologie cardiovascolari. Tuttavia, la ricerca su queste applicazioni è ancora in corso e sono necessari ulteriori studi per confermare la sua efficacia e sicurezza​​.

La cannabis terapeutica offre, dunque, un’opzione terapeutica per un ampio spettro di condizioni, specialmente quelle resistenti ai trattamenti convenzionali. Il suo utilizzo deve essere attentamente monitorato e prescritto da un medico, per assicurare che i benefici superino i potenziali rischi.

La cannabis terapeutica ha degli effetti collaterali?

La cannabis terapeutica, pur essendo generalmente ben tollerata dai pazienti, può presentare alcuni effetti collaterali, soprattutto se assunta in dosaggi elevati. La frequenza e la gravità di questi effetti possono variare a seconda del dosaggio, del metodo di somministrazione e della sensibilità individuale del paziente. Ecco alcuni degli effetti collaterali più comuni associati all’uso della cannabis terapeutica contenente THC:

 Gli utenti possono sperimentare variazioni dell’umore, che possono manifestarsi come rilassamento, risate o euforia.

  • Alcuni pazienti possono manifestare palpitazioni cardiache. Questo effetto è particolarmente da considerare in persone con preesistenti condizioni cardiache.

Potrebbe verificarsi una sensazione di fame e sete aumentata, oltre a modifiche nella percezione di colori e suoni​​.

Gli effetti collaterali fisici possono includere ipotensione, bruciore e rossore degli occhi, secchezza delle fauci, debolezza muscolare, mancanza momentanea della memoria, stanchezza e spossatezza​​.

È importante sottolineare che questi effetti collaterali tendono a scomparire nel giro di qualche ora e che un approccio calmo e rilassato, come concentrarsi su attività piacevoli, idratarsi adeguatamente e, se necessario, assumere vitamina C, può contribuire a mitigarli.

In caso di comparsa di questi sintomi o di assunzione eccessiva del preparato, è consigliabile consultare un medico per un adeguato monitoraggio e per eventuali aggiustamenti del trattamento. L’uso della cannabis terapeutica dovrebbe sempre avvenire sotto la supervisione di un professionista sanitario qualificato per garantire la sicurezza e l’efficacia del trattamento.

Come si assume la cannabis terapeutica?

La somministrazione della cannabis terapeutica può avvenire attraverso diverse vie, ciascuna con le proprie caratteristiche in termini di assorbimento, durata degli effetti e adattabilità alle diverse esigenze terapeutiche.

Via orale
La somministrazione orale, che include forme sublinguali, gengivali e orali, è la più comune per le terapie croniche. Questa modalità garantisce un assorbimento più omogeneo dei principi attivi, con effetti terapeutici più lenti ad agire ma di durata più persistente. Questa via è particolarmente adatta per mantenere un controllo costante dei sintomi nel tempo​​.

Vaporizzazione
L’uso di vaporizzatori medici consente un assorbimento rapido dei cannabinoidi. Questa modalità di somministrazione è particolarmente indicata quando è richiesta un’azione immediata, come nel caso delle lesioni neurologiche o nelle malattie degenerative dove è necessario ridurre rapidamente tremori e spasmi muscolari. Gli effetti della vaporizzazione sono rapidi ma di breve durata​​.

Altre forme di somministrazione
A seconda delle necessità specifiche del paziente e delle indicazioni mediche, possono essere utilizzate altre forme di somministrazione, come soluzioni oleose, capsule, decotti, ovuli o creme.

In ogni caso, la scelta della via di somministrazione e del dosaggio della cannabis terapeutica deve essere personalizzata in base alle esigenze individuali del paziente, alla patologia da trattare e alle raccomandazioni del medico curante. Si raccomanda di iniziare sempre con dosaggi minimi e di adeguarli gradualmente in base alla risposta del paziente e sotto stretto controllo medico.

Chi ha diritto alla cannabis terapeutica in Italia?

In Italia, la prescrizione della cannabis terapeutica è regolamentata da specifiche normative e può essere effettuata dai medici per il trattamento di varie patologie. La normativa di riferimento è il Decreto ministeriale del 9 novembre 2015, che autorizza l’uso della cannabis per la produzione di medicinali di origine vegetale a base di cannabis. Le principali indicazioni per la prescrizione includono:

Patologie con spasticità associata al dolore, come la sclerosi multipla.

Glaucoma resistente alle terapie convenzionali.

Sindrome di Gilles de la Tourette, che provoca movimenti involontari del corpo.

Dolore cronico, in particolare dolore neurogeno, quando trattamenti con antinfiammatori non steroidei, cortisonici o oppioidi sono inefficaci.

Come terapia di supporto contro gli effetti indesiderati di chemioterapia, radioterapia e terapie contro HIV.

Il Decreto ingloba anche la legge Di Bella del 1998, che disciplina le modalità di prescrizione di preparazioni magistrali a base di cannabis terapeutica da parte dei medici​​. Dal 2014, in Italia è stato avviato un Progetto pilota per la produzione nazionale di cannabis, che ha portato alla disponibilità di varietà come la cannabis FM2, con specifiche concentrazioni di THC e CBD, e la cannabis FM1, con un alto contenuto di THC e una bassa percentuale di CBD​​.

Cannabis terapeutica in Italia: come ottenerla?

In Italia, l’ottenimento della cannabis terapeutica segue un processo specifico, che varia a seconda se il costo del farmaco è a carico del paziente o del Sistema Sanitario Regionale (SSR). La cannabis medica è legale dal 2013 e può essere prescritta da qualsiasi medico, sia per i casi in cui la spesa è a carico del paziente sia per quelli in cui è coperta dal SSR, a seconda delle normative regionali.

Ottenimento cannabis terapeutica con ricetta bianca (a carico del paziente)

1. Consultazione medica: Il paziente consulta un medico (di base, specialista, ospedaliero, ecc.) che valuta la necessità della terapia con cannabis medica.

2. Prescrizione: Se il medico ritiene che la cannabis sia il trattamento più adatto, redige una ricetta medica “bianca”.

3. Acquisto del farmaco: Il paziente si reca in una farmacia galenica autorizzata a preparare cannabis medica, paga e ritira il farmaco​​. Per avere una terapia di qualita’ scegliete con cura la farmacia a cui affidate la vostra preparazione. Non tutti gli oli sono uguali e allestiti rispettando gli elevati standard di produzione. 

Ottenimento cannabis terapeutica con ricetta a carico del SSR

1. Residenza e patologia: La rimborsabilità varia a seconda della regione di residenza e della patologia specifica del paziente. Alcune regioni non hanno ancora legiferato in materia, mentre altre forniscono cannabis gratuita solo per determinate condizioni.

2. Prescrizione e iter regionale: L’iter per la prescrizione e l’ottenimento della cannabis gratuita varia da regione a regione. In alcune, il processo è relativamente semplice, mentre in altre può essere più complesso. In alcune regioni, il medico di base può prescrivere la cannabis medica se la patologia è rimborsata dalla regione, e il paziente può ritirare gratuitamente il farmaco in farmacia galenica.

La cannabis terapeutica in veterinaria: una nuova frontiera nella cura degli animali

La cannabis terapeutica ha fatto progressi significativi nell’ambito medico umano, ma l’applicazione di questa risorsa vegetale si sta estendendo ora anche al mondo veterinario, portando con sé notevoli risultati nella gestione delle condizioni di salute degli animali.

Numerosi veterinari e proprietari di animali hanno condiviso storie di successo sottolineando miglioramenti significativi nelle condizioni di salute dei loro animali dopo l’uso della cannabis terapeutica. Da cani anziani che tornano a godersi passeggiate senza dolore a gatti ansiosi che ritrovano la calma, i risultati sono promettenti. 

Le condizioni d’utilizzo piu’ comuni sono:

– Dolore cronico: La cannabis terapeutica è stata efficace nel gestire il dolore cronico negli animali, fornendo un sollievo significativo senza gli effetti collaterali spesso associati ai farmaci tradizionali.

– Infiammazioni: Gli effetti anti-infiammatori del CBD hanno dimostrato di essere utili nella gestione di condizioni infiammatorie come l’artrite nei cani e nei gatti anziani.

– Ansia e Stress: Animali esposti a situazioni stressanti, come tempeste o visite veterinarie, hanno risposto positivamente al trattamento con CBD, riducendo i livelli di ansia.

– Epilessia: Studi preliminari indicano che la cannabis terapeutica può contribuire a controllare le crisi epilettiche nei cani, aprendo nuove opzioni per i proprietari di animali affetti da questa condizione.

– Nausea e perdita di appetito: La cannabis può stimolare l’appetito negli animali affetti da patologie che causano nausea o riduzione dell’appetito.

La cannabis terapeutica sta emergendo come una nuova frontiera nella cura veterinaria, offrendo opzioni di trattamento innovative e risultati positivi in molte condizioni di salute. Mentre la ricerca continua a progredire, è probabile che la cannabis terapeutica diventi una componente sempre più integrata nei protocolli di cura degli animali, portando beneficio e sollievo a molti amici pelosi.

Affidati a Farmacia San Carlo per la cannabis terapeutica

Farmacia San Carlo, attraverso il suo progetto Teraphi, si distingue come un punto di riferimento per chi necessita di cannabis terapeutica. L’approccio di Farmacia San Carlo è caratterizzato dall’unione di esperienza e competenza nel campo della cannabis medicinale. Il progetto Teraphi è stato ideato per informare, supportare e creare un collegamento diretto tra la terapia medica e il paziente, con l’obiettivo di assicurare che i medici possano offrire la migliore cura possibile ai loro pazienti​​.

La farmacia dispone di tutto ciò che è necessario per preparare formulazioni a base di cannabis, personalizzate in base alle esigenze terapeutiche specifiche di ciascun paziente. Questo permette di offrire un trattamento più efficace e su misura, garantendo l’uso appropriato e sicuro della cannabis terapeutica.

Un altro aspetto fondamentale è la qualità che contraddistingue i prodotti forniti da Farmacia San Carlo. Oltre a studiare e ricercare la cannabis terapeutica da anni i prodotti vengono regolarmente testati per assicurarsi che i valori riportati in etichetta corrispondano a quelli delle analisi.La cannabis utilizzata nelle preparazioni è prodotta secondo standard elevati, conformi alle normative vigenti, garantendo così la purezza e la sicurezza dei prodotti. Il metodo d’estrazione è altamento innovativo.

Inoltre, il personale qualificato della farmacia offre consulenza e assistenza, rispondendo alle domande e alle preoccupazioni dei pazienti riguardo alle opzioni terapeutiche disponibili, ai modi di somministrazione e a tutte le questioni relative all’uso della cannabis terapeutica. L’assistenza offerta da Farmacia San Carlo è fondamentale per fornire ai pazienti le informazioni necessarie per un utilizzo consapevole e informato della cannabis terapeutica.