La tiroide pigra: una panoramica dei sintomi

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Le malattie a carico della tiroide, secondo fonti ufficiali, toccano il 20% della popolazione italiana. Tra quelle più frequenti è presente l’ipotiroidismo; questa patologia è caratterizzata da una scarsa od assente funzionalità della tiroide. È una malattia prevalentemente femminile, di fatti colpisce il 7-8% delle donne in pre-menopausa e arriva al 10-15% nel periodo post-menopausale, andando ad aggravare e a confondersi con alcuni disturbi tipici di questo periodo quali, irritabilità, aumento del peso, perdita della memoria, difficoltà di concentrazione, insonnia, dolori muscolari.

La tiroide: un organo fondamentale

La tiroide può essere paragonata ad una vera e propria fabbrica di ormoni. Molti la considerano un “termostato” in grado di accelerare o diminuire il metabolismo a seconda delle condizioni. Diversi sono gli organi bersaglio influenzati da questa ghiandola e dagli ormoni prodotti che agiscono su diversi ambiti di lavoro:

  • Attività cardiovascolare;
  • Metabolismo degli zuccheri;
  • Accrescimento;
  • Sviluppo del feto durante la gravidanza.

Sintomi di un suo malfunzionamento

La assenza o il cattivo funzionamento, può causare una serie di problemi che non si manifestano come sintomi veri e propri. ùPer questo bisogna prestare attenzione a questi campanelli d’allarme:

  • Intolleranza al freddo;
  • Sonnolenza;
  • Alterazione del tono dell’umore;
  • Stanchezza e fatica;
  • Pelle secca;
  • Costipazione;
  • L’aumento di peso, e la difficoltà nel perderlo;
  • Ipercolesterolemia;
  • Perdita di memoria e disfunzioni cognitive;
  • Depressione;
  • Dolori muscoloscheletrici;
  • Perdita di capelli;
  • Temperatura basale bassa <36,2°C

Questi sintomi possono far sospettare una mancanza di ormone tiroideo e quindi un deficit o carenza detta ipotiroidismo.

Gli esami prescritti per valutare la situazione

Gli esami che solitamente vengono prescritti per conoscere il funzionamento della tiroide sono: TSH, FT3, FT4, T3 Reverse. Altri fattori che vengono monitorati sono la temperatura corporea rilevata al mattino appena svegli, la quantità di cortisolo (nelle urine delle 24 ore) e le quantità di iodio (nelle urine delle 24 ore).

Con questi dati e unitamente ai sintomi lamentati dal paziente, il medico può effettuare una diagnosi. Spesso l’ipotiroidismo è conclamato, ma a volte è sublinico, ovvero i valori degli esami si discostano leggermente dagli intervalli ottimali per quanto riguarda i valori degli ormoni tiroidei T3 e T4 unitamente ad un innalzamento dei valori sierici di TSH.

Iodio. Per la sintesi degli ormoni tiroidei sono necessari alcuni costituenti come lo Iodio, l’aminoacido Tirosina e l’enzima Tireoperossidasi. Attraverso la sua eliminazione con le urine delle 24 ore. In genere, il suo valore di normalità non deve scendere al di sotto dei 150 mcg al giorno. Come sappiamo lo iodio è essenziale per il corretto funzionamento della tiroide esso è infatti presente sia nel T3 che nel T4, inoltre partecipa in maniera determinante al controllo della loro produzione e liberazione nel circolo ematico. Per questi motivi, è molto importante assicurare un sufficiente apporto di iodio con gli alimenti. Ne sono particolarmente ricchi i pesci di mare, i crostacei e naturalmente il sale iodato, fondamentale per combattere la carenza iodica, molto diffusa anche in Italia.

Trattamenti disponibili

Come sempre è buona norma affidarsi al medico per comprendere la situazione e insieme decidere quale sia il migliore trattamento, in relazione ai suoi esami del sangue e alla sua sintomatologia. Gli approcci possono essere molteplici:

  • Prodotti commerciali a base di T4
  • Terapie personalizzate a base di tiroide secca
  • Terapie personalizzate a base di T3 e T4
  • Integrazione con prodotti a base di Iodio
  • Correzione della terapia alimentare
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