Pillole di Iodio e Emergenza nucleare: ecco cosa c’è da sapere

21-03-2022   | Galenica LaboratorioFarmaciaSanCarlo

Già utilizzate durante gli incidenti che hanno coinvolto centrali di energia nucleare negli impianti di Chernobyl nel 1986 e di Fukushima nel 2011, è nuovamente caccia alle pillole di iodio a seguito della paura innescata dall’invasione russa in Ucraina, nella speranza siano utili come protezione in caso di conflitto nucleare.

Cosa sono le pillole di iodio anti radiazioni e come funzionano?

Il professore Alfredo Pontecorvi – Direttore della U.O.C. di Medicina Interna, Endocrinologia e Diabetologia del Policlinico Agostino Gemelli di Roma e Professore Ordinario di Endocrinologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – spiega che le pillole di iodio sono compresse,  o anche soluzioni di ioduro di potassio, che servono a saturare l’organismo di iodio in modo da impedire l’assorbimento di iodio radioattivo soprattutto da parte della tiroide, ma anche dalle ghiandole salivari o dalla mammella in corso di allattamento. L’eccesso di iodio non radioattivo compete con lo iodio radioattivo impedendone l’assorbimento all’interno delle cellule ed evitando di causare danni da radiazioni. La somministrazione di iodio ‘buono’ per bloccare l’assorbimento intratiroideo di iodio radioattivo è una profilassi prevista da tempo in caso di incidenti nucleari e utilizzata con ottimi risultati a Fukushima nel 2011 o dalla Polonia dopo l’esplosione del reattore nucleare di Chernobyl nel 1986

Quali possono essere gli effetti collaterali?

Questo medicinale deve essere assunto su indicazione e supervisione specialistica per accertarsi che ce ne sia effettivo bisogno ed evitare di andare incontro a diversi effetti indesiderati.

Di fatti, se si ingerisce per un determinato periodo di tempo una quantità di iodio superiore alla dose raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità c’è il rischio di sviluppare una tiroidite cronica autoimmune (tiroidite di Hashimoto) in cui la tiroide viene progressivamente distrutta generando una condizione di ipotiroidismo; nei soggetti che sono invece a rischio di ipertiroidismo assumere un eccesso di iodio può essere ancora più pericoloso perché potrebbe scatenare forme violente di ipertiroidismo e indurre gravi aritmie cardiache.

E’ importante dunque evitare il fai-da-te, specialmente quando c’è la salute di mezzo, e affidarsi a medici di fiducia che sappiano consigliarci al meglio per la nostra salute.

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